PHOTO
Merano. Per chi è di fede cristiano-cattolica il problema non si pone. Ma per chi invece in vita abbia professato l’ateismo, abbracciato confessioni diverse o semplicemente sia cresciuto secondo un altro credo anche il rito delle esequie può costituire un problema increscioso, se mancano gli spazi. E fino a pochi giorni fa Merano un posto dove accomiatarsi dai propri cari non cristiani non l’aveva. Fino a poco fa, appunto, perché con la conclusione dei lavori al cimitero – sospinti da una specifica mozione del consigliere David Augscheller – ora anche chi ha professato altre religioni o non ne ha abbracciata alcuna può essere salutato dai parenti e amici con la dovuta dignità.
Così oggi il consigliere della Sinistra Ecosociale: «Il comune di Merano si inserisce nella lista di quei comuni virtuosi che garantiscono un fine vita dignitoso rispettando il diritto e la tutela di un commiato laico. L’istituzione della sala rappresenta un forte atto di civiltà. In una società multiculturale e multiconfessionale, come lo è la nostra, il rito funebre deve essere garantito a tutti e a tutte, indipendentemente dalla provenienza e dall’orientamento culturale, religioso e filosofico».
Consenso trasversale all’aula.
Un anno fa la mozione di Augscheller aveva trovato il consenso di larga parte del consiglio comunale. Pure di Alleanza per Merano, il centrodestra guidato da Nerio Zaccaria: «Quest’opera – spiega infatti l’assessore – figurava già nel mio programma di interventi e migliorie al cimitero, ma la mozione ha permesso di accelerare i temi di realizzazione». Insomma, se storicamente la religione è un campo minato quando si tratta di dibattito politico, stavolta il consenso è trasversale.
«Fino a pochi giorni fa – prosegue Zaccaria – non esisteva al cimitero comunale altro locale di incontro per un funerale che non fosse la chiesa interna della struttura cimiteriale. Questa è attrezzata e predisposta solo per riti religiosi legati al credo cristiano-cattolico, quindi potrebbe urtare la sensibilità di quanti non si riconoscono in questo credo religioso. Ora nella nuova sala si possono invece raccogliere i familiari e gli amici di un defunto che non desiderino commemorare la sua dipartita nella chiesa attigua».
I lavori al cimitero.
Per il restauro del locale attiguo alla chiesa del camposanto sono stati spesi complessivamente 43 mila euro. L’altro pomeriggio Zaccaria e Augscheller hanno verificato l’esito dell’intervento insieme al direttore dell’Ufficio patrimonio Alessandro Amaduzzi e alla responsabile dei servizi cimiteriali Manuela Simonato.
A margine del sopralluogo è stata anche resa nota la statistica dei decessi avvenuti nei primi cinque mesi del 2020. Dal primo gennaio al 31 maggio a Merano sono decedute 304 persone. Nello stesso periodo del 2019 era stato registrato un numero di defunti pari a 296. Le sepolture per tumulazione sono state 148, 156 invece le cremazioni.
Fino al 31 maggio le vittime accertate del Covid-19 sono state 29, ma di queste 7 erano residenti a Merano, mentre nei rimanenti 22 casi si trattava di persone residenti in altri Comuni e ricoverate nelle strutture sanitarie cittadine. S.M.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Così oggi il consigliere della Sinistra Ecosociale: «Il comune di Merano si inserisce nella lista di quei comuni virtuosi che garantiscono un fine vita dignitoso rispettando il diritto e la tutela di un commiato laico. L’istituzione della sala rappresenta un forte atto di civiltà. In una società multiculturale e multiconfessionale, come lo è la nostra, il rito funebre deve essere garantito a tutti e a tutte, indipendentemente dalla provenienza e dall’orientamento culturale, religioso e filosofico».
Consenso trasversale all’aula.
Un anno fa la mozione di Augscheller aveva trovato il consenso di larga parte del consiglio comunale. Pure di Alleanza per Merano, il centrodestra guidato da Nerio Zaccaria: «Quest’opera – spiega infatti l’assessore – figurava già nel mio programma di interventi e migliorie al cimitero, ma la mozione ha permesso di accelerare i temi di realizzazione». Insomma, se storicamente la religione è un campo minato quando si tratta di dibattito politico, stavolta il consenso è trasversale.
«Fino a pochi giorni fa – prosegue Zaccaria – non esisteva al cimitero comunale altro locale di incontro per un funerale che non fosse la chiesa interna della struttura cimiteriale. Questa è attrezzata e predisposta solo per riti religiosi legati al credo cristiano-cattolico, quindi potrebbe urtare la sensibilità di quanti non si riconoscono in questo credo religioso. Ora nella nuova sala si possono invece raccogliere i familiari e gli amici di un defunto che non desiderino commemorare la sua dipartita nella chiesa attigua».
I lavori al cimitero.
Per il restauro del locale attiguo alla chiesa del camposanto sono stati spesi complessivamente 43 mila euro. L’altro pomeriggio Zaccaria e Augscheller hanno verificato l’esito dell’intervento insieme al direttore dell’Ufficio patrimonio Alessandro Amaduzzi e alla responsabile dei servizi cimiteriali Manuela Simonato.
A margine del sopralluogo è stata anche resa nota la statistica dei decessi avvenuti nei primi cinque mesi del 2020. Dal primo gennaio al 31 maggio a Merano sono decedute 304 persone. Nello stesso periodo del 2019 era stato registrato un numero di defunti pari a 296. Le sepolture per tumulazione sono state 148, 156 invece le cremazioni.
Fino al 31 maggio le vittime accertate del Covid-19 sono state 29, ma di queste 7 erano residenti a Merano, mentre nei rimanenti 22 casi si trattava di persone residenti in altri Comuni e ricoverate nelle strutture sanitarie cittadine. S.M.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.


