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Merano. «così come per ora pensato, il collegamento a fune merano-scena-tirolo non va». rudi defranceschi, vice Obmann della hgv meranese, boccia il progetto dell’infrastruttura tanto sponsorizzata dai sindaci delle tre municipalità nella scorsa legislatura. «già, peccato che il nostro coinvolgimento sia stato del tutto marginale. hanno deciso senza mai ascoltarci per davvero».
Sul tavolo della provincia, che dovrebbe finanziare l’opera attraverso la formula di partnership pubblico-privato, ci sono due ipotesi, presentate da leitner e doppelmayr. prima ancora, era il 2017, l’ingegner willi hüsler aveva presentato uno studio di fattibilità. «dei progetti in mano alla provincia siamo venuti a sapere solo dai media» precisa defranceschi. «premetto che non siamo contrari a priori a un collegamento. ma contestiamo diversi punti di quanto finora è stato ipotizzato. ricordando che si tratta di un investimento notevole». si parlerebbe di poco meno di 100 milioni.
Via Galilei.
Una prima nota dolente, per l’Hgv meranese, è la collocazione della stazione in centro, in via Galilei, «dove troverà sbocco anche una delle uscite pedonali del garage in caverna. Si rischia un ammassamento di persone, anche 1500 all’ora, che poi andrebbero smistate verso le diverse destinazioni. Una fra tutte verso il centro di mobilità previsto presso la stazione. Come? Con degli autobus? Via Galilei è zona scolastica e presenta spazi stretti. E poi abbiamo combattuto per liberare il centro dal traffico. Una fermata dei bus in corso Libertà non è nemmeno da discutere. Creiamo una funicolare per attenuare l’impatto del traffico da Scena e Tirolo verso Merano e poi ci portiamo i pullman in pieno centro?».
La seconda osservazione è connessa alla prima e riguarda il tracciato (da via Galilei a Scena passando per la zona sopra Lazago) «perché taglia totalmente fuori Maia Alta - asserisce Defranceschi - e parliamo di una zona della città con 7.000 residenti e un terzo delle strutture ricettive meranesi. Che vantaggio avrebbero con stazioni così lontane?».
Vantaggi e svantaggi.
Fin qui le contestazioni di natura “logistica”. Ma il principale tema, per la Hgv meranese, sarebbe lo squilibrio di “benefit” fra Merano e Scena/Tirolo. «Quanti meranesi, e quanti ospiti della città sono interessati a raggiungere Scena o Tirolo? Una quota marginale. Lo studio Hüsler affermava che il 77% dei turisti di Merano resta in città. Al contrario, praticamente tutti i turisti delle altre due località scendono a Merano e il collegamento favorirebbe i loro pendolari. In questi termini, fra il resto, non è accettabile che un peso significativo del finanziamento possa gravare sugli hotel meranesi».
Forse, continua Defranceschi, «avrebbe più senso sviluppare collegamenti agili con Avelengo e la Val Passiria, due realtà in forte espansione turistica. Infrastrutture che potrebbero essere apprezzate anche dai meranesi per le loro gite. E avrebbe senso aspettare prima la realizzazione del secondo lotto del tunnel della circonvallazione e del garage in caverna, per verificarne gli effetti, prima di calibrare un nuovo investimento di grande portata». Poi una stoccata a Paul Rösch e Madeleine Rohrer, sindaco e assessora alla mobilità dell’ultimo quinquennio: «Hanno sempre parlato del coinvolgimento, ma di fatto la nostra partecipazione al progetto è stata solo formale».
Il dibattito interno all’Hgv
«È chiaro che agli albergatori di Scena la funicolare per Merano fa gola» afferma Alfred Strohmer, numero uno della Hgv comprensoriale, titolare dell’hotel Europa Splendid in corso Libertà, fratello dell’ex assessora Svp e membro di una famiglia con più strutture ricettive in città. «Diverso il discorso per i titolari di hotel meranesi. Il tema non è stato ancora portato sul tavolo dell’Hgv comprensoriale. Posso comunque esprimere i miei dubbi sulla stazione in via Galilei». SIM
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Sul tavolo della provincia, che dovrebbe finanziare l’opera attraverso la formula di partnership pubblico-privato, ci sono due ipotesi, presentate da leitner e doppelmayr. prima ancora, era il 2017, l’ingegner willi hüsler aveva presentato uno studio di fattibilità. «dei progetti in mano alla provincia siamo venuti a sapere solo dai media» precisa defranceschi. «premetto che non siamo contrari a priori a un collegamento. ma contestiamo diversi punti di quanto finora è stato ipotizzato. ricordando che si tratta di un investimento notevole». si parlerebbe di poco meno di 100 milioni.
Via Galilei.
Una prima nota dolente, per l’Hgv meranese, è la collocazione della stazione in centro, in via Galilei, «dove troverà sbocco anche una delle uscite pedonali del garage in caverna. Si rischia un ammassamento di persone, anche 1500 all’ora, che poi andrebbero smistate verso le diverse destinazioni. Una fra tutte verso il centro di mobilità previsto presso la stazione. Come? Con degli autobus? Via Galilei è zona scolastica e presenta spazi stretti. E poi abbiamo combattuto per liberare il centro dal traffico. Una fermata dei bus in corso Libertà non è nemmeno da discutere. Creiamo una funicolare per attenuare l’impatto del traffico da Scena e Tirolo verso Merano e poi ci portiamo i pullman in pieno centro?».
La seconda osservazione è connessa alla prima e riguarda il tracciato (da via Galilei a Scena passando per la zona sopra Lazago) «perché taglia totalmente fuori Maia Alta - asserisce Defranceschi - e parliamo di una zona della città con 7.000 residenti e un terzo delle strutture ricettive meranesi. Che vantaggio avrebbero con stazioni così lontane?».
Vantaggi e svantaggi.
Fin qui le contestazioni di natura “logistica”. Ma il principale tema, per la Hgv meranese, sarebbe lo squilibrio di “benefit” fra Merano e Scena/Tirolo. «Quanti meranesi, e quanti ospiti della città sono interessati a raggiungere Scena o Tirolo? Una quota marginale. Lo studio Hüsler affermava che il 77% dei turisti di Merano resta in città. Al contrario, praticamente tutti i turisti delle altre due località scendono a Merano e il collegamento favorirebbe i loro pendolari. In questi termini, fra il resto, non è accettabile che un peso significativo del finanziamento possa gravare sugli hotel meranesi».
Forse, continua Defranceschi, «avrebbe più senso sviluppare collegamenti agili con Avelengo e la Val Passiria, due realtà in forte espansione turistica. Infrastrutture che potrebbero essere apprezzate anche dai meranesi per le loro gite. E avrebbe senso aspettare prima la realizzazione del secondo lotto del tunnel della circonvallazione e del garage in caverna, per verificarne gli effetti, prima di calibrare un nuovo investimento di grande portata». Poi una stoccata a Paul Rösch e Madeleine Rohrer, sindaco e assessora alla mobilità dell’ultimo quinquennio: «Hanno sempre parlato del coinvolgimento, ma di fatto la nostra partecipazione al progetto è stata solo formale».
Il dibattito interno all’Hgv
«È chiaro che agli albergatori di Scena la funicolare per Merano fa gola» afferma Alfred Strohmer, numero uno della Hgv comprensoriale, titolare dell’hotel Europa Splendid in corso Libertà, fratello dell’ex assessora Svp e membro di una famiglia con più strutture ricettive in città. «Diverso il discorso per i titolari di hotel meranesi. Il tema non è stato ancora portato sul tavolo dell’Hgv comprensoriale. Posso comunque esprimere i miei dubbi sulla stazione in via Galilei». SIM
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