Merano. Si moltiplicano le reazioni sul tema del progetto del collegamento via fune Merano-Tirolo-Scena. Due le ipotesi sul tacolo, che la Provincia ha affidato una squadra di tecnici per la valutazione, presentati dalle aziende Doppelmayr e Leitner. Nel dibattito entra anche la Civica per Merano che considera «il progetto di collegamento funiviario Merano- Tirolo- Scena una proposta indubbiamente molto interessante dal punto di vista della soluzione di alcune problematiche legate al traffico». Con una serie di osservazioni, prima delle quali riguardanti l’impatto estetico delle parti fuori terra del collegamento.

Inoltre, secondo la Civica «è evidente che con questa infrastruttura le strutture ricettive di Tirolo e Scena otterrebbero un ulteriore appeal rispetto a quelle in città, con conseguente ricaduta positiva sui due comuni (Scena e Tirolo) dove gli ospiti oltre che godere degli inevitabili privilegi di soggiornare nel verde di un paesino di montagna, potranno in pochissimi minuti raggiungere il centro storico di Merano. Va da sé che questo fenomeno danneggerà le strutture ricettive della città di Merano. Ovvia conseguenza sarà il depauperamento dell’economia meranese. A parte gli apparenti vantaggi che ne trarranno le attività commerciali di via Galilei intorno all’arrivo/partenza dell’impianto, la zona, travolta giornalmente dalla migrazione di migliaia di persone, potrebbe subirne in realtà conseguenze che rischierebbero di compromettere la qualità di vita di una parte importante del centro della nostra città.

Altra conseguenza, prosegue la Civica, «sarà una spinta alla crescita delle cubature alberghiere nei due paesi limitrofi con conseguente potenziale degrado estetico dell´ambiente», mentre per Merano si prospetterebbe «una maggiore produzione di rifiuti, oltre che una più intensa manutenzione di giardini, aiuole e strade che genereranno costi difficilmente prevedibili, a fronte di presumibilmente esigui vantaggi. E poi si poss prevedere minori entrate conseguenti alla trasformazione dell’economia turistica cittadina più rivolta ai servizi, con calo dei ricavi collegati al soggiorno fisico degli ospiti in città (tassa di soggiorno, imposte e tariffe, affitti)».

«Se si deciderà di realizzare questo avveniristico progetto, conclude la Civica - dovrà assolutamente comportare ricadute positive sull’economia di Merano e quindi conseguentemente sul benessere di tutti i cittadini. Esso dovrà quindi essere accompagnato dalla realizzazione di altre opere di vitale utilità, e forse più urgenti per Merano, ma rimaste fino ad ora sospese. Ricordiamo infatti che ancora non è stato realizzato (né si sono investite energie in tal senso) il grande parcheggio di attestamento in via 4 Novembre, con il relativo collegamento al centro città. Progetto che l’amministrazione Verdi-Rösch ha messo in secondo piano rispetto a quello in caverna. Si dovrà inoltre fare pressione presso la Provincia e da essa pretendere un reale impegno a fare investimenti con l´obiettivo di qualificare anche gli altri quartieri della nostra città e impegnarsi da subito a pensare ad un nuovo tipo di collegamento con Sinigo, con Maia Bassa, con l’areale delle caserme, con Maia Alta e i suoi hotel, cominciando anche a immaginare, come peraltro già auspicato dagli estensori del Masterplan, di congiungere tramite tunnel, la provinciale 8 proveniente da Sinigo, all’incrocio fra Scena e la Val di Nova, con la Val Passiria, in modo da chiudere l’anello con la circonvallazione della città all’altezza del tunnel di Monte Benedetto. Fondamentale inoltre intervenire per una revisione del trasporto pubblico interno alla città con l’obiettivo di rendere l’uso dell’auto sempre meno necessario».