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MARTELLO. Mountain Wilderness Italia, la Federazione Ambientalisti, l'Heimatpflegeverband, l'Umweltschutzgruppe Vinschgau e il Cai Alto Adige hanno presentato un ricorso congiunto al Tar di Bolzano. È istata mpugnata la delibera del Consiglio comunale di Martello del 25 giugno, con la quale è stato approvato il piano di attuazione della zona di sviluppo turistico "Gallenmahd". Su una radura finora inedificata a quota 1.665 metri, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, dovrebbe sorgere un hotel a quattro stelle con circa 15.650 metri cubi di volume edilizio e da 120 a 140 posti letto -- a oltre sei chilometri dal più vicino centro abitato, nel cuore del paesaggio naturale, su un'area priva di qualsiasi urbanizzazione, con fino a 6.191 metri quadrati di suolo impermeabilizzato.
È una strada sbagliata per lo sviluppo della valle
Per le cinque organizzazioni questo progetto è la strada sbagliata per la Val Martello. Martello promuove l'immagine di una valle ancora in gran parte incontaminata e ha scelto la via del turismo dolce. È proprio questo patrimonio che un grande albergo in fondo alla valle mette a rischio. La domanda non è se a Gallenmahd si possa costruire, ma se sia opportuno farlo.
Diversi i motivi del ricorso
La costruzione dell'albergo crea un rischio che rende necessaria un'opera di protezione. L'area edificabile ricade nella zona rossa di pericolo valanghivo, dove non è consentito costruire. Per poter costruire occorre quindi realizzare prima un vallo di protezione lungo oltre 150 metri, alto 12 metri e largo 40 metri alla base. Il Comune ammette esso stesso che è solo grazie a quest'opera che l'edificazione diventa possibile -- ma nella valutazione ambientale la tratta come un intervento del tutto autonomo. In questo modo si è evitato di mettere in evidenza che la realizzazione del vallo di protezione è una conseguenza del progetto alberghiero.
La valutazione ambientale è lacunosa
La valutazione di incidenza relativa al sito Natura 2000, distante appena 250 metri, non è stata nemmeno avviata. Il rilievo della flora e della fauna è stato effettuato in un solo giorno di novembre, quindi al di fuori della stagione vegetativa. E nella propria delibera il Consiglio comunale riconosce che, in mancanza di dati, le misure di compensazione non sono ancora determinabili -- approvando comunque il piano.
Il messaggio: In un parco nazionale devono valere criteri più rigorosi
Finché il Piano del Parco non è approvato, si applica la stringente legge quadro statale. Un albergo di queste dimensioni, con il relativo vallo di protezione, non è compatibile con le finalità di tutela di un parco nazionale.Prima il recupero dell'esistente, poi il nuovo consumo di suolo. Nella stessa valle lo Sporthotel "Paradiso" è inutilizzato da quasi 80 anni, in una zona priva di pericoli naturali, e non è l'unica struttura turistica della Val Martello a restare inutilizzata. La legge provinciale consente il consumo di suolo al di fuori delle aree insediabili soltanto in assenza di alternative attraverso il recupero o il riutilizzo.
«Ignorate le possibili alternative»
Una seria valutazione delle alternative - secondo le associazioni ambientaliste - non è mai stata effettuata.Le associazioni sottolineano di non opporsi allo sviluppo turistico di Martello. Un comune situato in un parco nazionale ha bisogno di uno sviluppo coerente con i principi fondamentali del parco: di piccola scala, basato sul patrimonio edilizio esistente e con benefici concreti per la popolazione locale. Ma ha bisogno anche di un quadro pianificatorio chiaro e affidabile da parte della Provincia. Chi lascia fermo da quattro anni il Piano del Parco non può stupirsi se i comuni si aggrappano al primo grande progetto che si presenta.
MAX.BO.


