MERANO. Chi vorrà impegnarsi nella costruzione del nuovo centro lungodegenti di Merano, destinato a sostituire il St. Antonius di via Cavour, dovrà impegnarsi a completarlo entro il mese di aprile del 2022. Questo è solo uno dei dettagli che emergono dall’avviso pubblico con il quale la Provincia dall’altro ieri sollecita i privati a presentare proposte per l’affidamento in concessione della progettazione, della realizzazione e della fornitura degli arredi, nonché della successiva gestione tecnica relativa alla struttura destinata a sostituire il vecchio albergo Riz Stefanie trasformato in struttura di assistenza.

La collocazione del nuovo centro lungodegenti, come avevamo anticipato oltre sei mesi fa, sarà quella individuata tra l’ospedale Tappeiner, il suo parcheggio e la sede di Croce bianca e rossa di via Goethe. Il progetto dovrà essere realizzato per ospitare 100 posti letto (oggi in via Cavour sono 72), 45 nuovi parcheggi esclusivi per la struttura e altri 120 posti auto riservati ai dipendenti e ai visitatori dell’ospedale, che andranno ad aggiungersi ai 530 esistenti. Per forza di cose i nuovi posti auto dovranno essere ricavati nel sottosuolo, sfruttando l’area ospedaliera attigua e parte del parcheggio esistente, quello che non sarà cancellato dal nuovo edificio. Durante i lavori dovrà comunque essere garantita la presenza di un’area provvisoria da 530 stalli.

L’avviso pubblicato l’altro giorno dall’agenzia provinciale per i contratti pubblici spiega anche come verrà finanziata l’opera, facendo rientrare nei costi chi si aggiudicherà progetto e costruzione, visto che la gestione della futura struttura rimarrà nelle mani della fondazione Pitsch, attuale titolare della convenzione per la St. Antonius. Il Comune di Merano infatti intende prorogare la convenzione per la gestione dei servizi assistenziali del centro lungodegenza in scadenza a novembre 2018 per almeno altri sette anni.

Il 49% dei costi di progetto e costruzione del nuovo immobile sarà coperto con la cessione da parte della Provincia del centro lungodegenti attuale, dopo che sarà stato collaudato il nuovo. La Provincia specifica che per l’ex Riz Stefanie il vincitore della gara dovrà presentare un progetto di valorizzazione dell’immobile, salvando la facciata tutelata dalle Belle arti, oltre a un piano economico. Il rimanente 51% dei costi di costruzione e progettazione dovrà essere versato al privato a cura della fondazione Pitsch, che girerà al costruttore una parte delle rette incassate dalle famiglie dei lungodegenti o dal Comune nei casi di indigenza. Sempre attraverso le rette e il nuovo Riz Stefanie dovranno arrivare i guadagni che giustifichino l’investimento iniziale del privato.

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