MERANO. L’ampliamento dell'hotel Kolping di Maia Alta di 4000 metri cubi - quasi un raddoppio - sta sollevando grosse perplessità. Gli abitanti della Rainerhaus, (la casa di via Cavour, 105, dove c'è il Despar), si sono costituiti in Comitato Rainerhaus e intrapreso una raccolta firme nel quartiere e non solo, contro il progetto. Ne hanno raccolte in pochi giorni una settantina. Il comitato spiega le ragioni del dissenso ricordando come «secondo il progetto di Alexander Laner (allora amministratore delegato del Kolping e consigliere comunale) del 2014, l'ampliamento sarebbe dovuto essere di un piano. Oggi, dopo la sua morte, il progetto è stato ampliato di ulteriori tre piani (per un totale di quattro piani totali), nei quali è anche prevista la costruzione di un wellness. Ci chiediamo, da un punto di vista etico: si può finanziare pubblicamente (anche se al 50%) una onlus che si amplia snaturando i propri obiettivi e puntando a un mero business come un qualunque albergo? Una onlus che, in questo modo, avrà i profitti di un'azienda con il vantaggio di una tassazione agevolata... Dov'è in questo progetto il bene pubblico a fronte del quale cementificare ulteriormente una zona come Maia Alta già così congestionata dall'edificazione e dal traffico?».

Seconda questione sollevata dal comitato è quella idrogeologica. «Nell'edificio Rainerhaus (accanto a quello del Kolping) sono presenti numerose crepe e dai racconti dei vicini che da più di vent'anni vi abitano nell'edificio Rainerhaus, sono sorte quando il Kolping edificò la parte retrostante togliendo gran parte del verde dell'ex hotel Regina. Il Kolping costruì un garage e si elevò fino al primo piano». Allora, raccontano i vicini, si creò una voragine di 2 metri per 2 tra i due edifici confinanti (l'ex hotel Regina e il Rainerhaus) e furono messi pali di rinforzo. «Il timore, a fronte delle suddette crepe, che l’ampliamento comporti ulteriori rischi strutturali per il Rainerhaus è grande. Il terreno infatti è costituiti da detriti e sabbia e non è particolarmente stabile anche perché lì passava il Rio Nova, che seppure è stato deviato in via Virgilio, probabilmente anche oggigiorno in caso di piena ripercorre il suo corso originale».

C’è un terzo motivo di dissenso: «Il nuovo edificio di quattro piani sarà un muro verticale che coprirà il sole e la luce agli edifici intorno. Alcune case (quelle su via Salita alla chiesa) verranno completamente private del sole, poiché il nuovo edificio le oscurerà totalmente nella loro esposizione a sud».

Timori anche per quanto riguarda il traffico. «La situazione a Maia Alta è già complessa, la situazione andrà ad aggravarsi, trovandosi il Kolping nella via principale di collegamento tra Merano città e il quartiere». E infine, allargando il discorso, il comitato esprime perplessità «sulla cementificazione galoppante che sta subendo Merano. Se proseguiremo di questo passo la città si trasformerà in una qualunque metropoli moderna con pochissimo verde».