Merano. Il tribunale amministrativo ha sospeso il Put di Merano. «La sentenza ha solo motivazioni formali, la corte non ha nulla da eccepire in termini di contenuto rispetto al nostro piano», precisa il sindaco Paul Rösch. Motivazione dei giudici è stata la mancanza di una valutazione dell’impatto ambientale.

Si parla di “un singolo ricorrente”. Forse un politico non eletto nel 2015 o qualcuno che abita o lavora nei dintorni e che da queste misure si è sentito particolarmente toccato, visto che i consiglieri comunali il Put già lo avevano approvato ben prima che la Ztl di via Huber passasse dalla carta alla realtà. Infatti è proprio quella zona a traffico limitato, con la zona pedonale in via Mainardo, causa scatenante del ricorso. Ma non sono state queste due misure l’oggetto della contestazione del Tar. Come non lo sono state nemmeno le priorità per il futuro stabilite all’interno del corposo documento. È stato un errore di procedura rilevato dai giudici a decretare la sospensione del Piano: «Secondo il tribunale, il piano del traffico avrebbe richiesto una valutazione di impatto ambientale, oppure avremmo dovuto dichiarare che l’impatto ambientale non giustificava tale valutazione», dichiara l’assessora Madeleine Rohrer, che fa notare come il piano sovracomunale fosse già stato sottoposto a Via (valutazione dell’impatto ambientale) e come il Put fosse un suo aggiornamento dello stesso. Questa la ragione, dice Rohrer, che ha indotto la giunta a ritenere di non dover necessariamente redigere una valutazione dell’impatto ambientale per il Put.

Insomma, la Ztl di via Huber e la zona pedonale di via Mainardo (peraltro richiesta da anni dai commercianti) non sembrano aver smosso le acque. Ma l’errore formale è ancora lì, nonostante il sindaco e l’assessora verde spieghino come il Put sia stato sviluppato non solo per agevolare la mobilità, ma «anche perché vogliamo ridurre a lungo termine l’inquinamento da ossidi di azoto in città attraverso misure mirate ed evitare così divieti di circolazione e altre restrizioni». In tal senso, il Piano è stato valutato positivamente anche dall’Agenzia provinciale per l’ambiente.

Ci si chiede se le misure contenute nel Put possano essere portate avanti, ora che con la sentenza del tribunale amministrativo il Piano è stato sospeso. La risposta di Rohrer è affermativa. «In pratica, la sentenza di oggi significa solo che dovremo ripassare con il piano del traffico attraverso il nuovo consiglio comunale. Allegheremo la documentazione che dimostra che gli effetti ambientali del Put sono tutti positivi e che quindi non è necessaria la valutazione dell’impatto ambientale».

Rösch e Rohrer ribadiscono che «in ogni caso lo sviluppo del Put è stato una pietra miliare. Per la prima volta c’è stata una discussione continuativa con i cittadini, e per la prima volta l’intera città ha concordato che sono necessarie misure di mobilità e che non possiamo semplicemente aspettare il completamento della circonvallazione, per quanto importante possa essere». Sarà, ma per i prossimi cinque anni i Verdi non si dovranno confrontare solo con cittadini volenterosi di partecipare alla cosa pubblica perché consapevoli dell’emergenza climatica. Dovranno sottoporre il Put a un nuovo consiglio, cioè alle correnti della politica.