MERANO. Agli impianti di riscaldamento si imputa buona parte delle emissioni di anidride carbonica che inquinano l’aria meranese. Le abitazioni, con gli annessi impianti termici, sono responsabili di oltre il 30% della CO2 emessa in città: il Comune da tempo cerca contromisure, sostenendo che migliorare la qualità dell’aria non può prescindere dal contributo dei cittadini. Per dare anima alle intenzioni, con la collaborazione dell'Energieforum Alto Adige, l’amministrazione vara una campagna per incentivare la verifica della funzionalità degli impianti di riscaldamento a gasolio, gas e biomassa. «L'obiettivo - spiega l'assessore all'ambiente Madeleine Rohrer - è aiutare i proprietari a identificare in modo semplice e rapido i punto deboli dei loro impianti di riscaldamento ed evidenziare il relativo potenziale di risparmio. Come Comune vogliamo aiutare i meranesi a limitare consumi e costi».

Il Comune paga i due terzi del termocheck. Di fatto, il Comune pagherà circa due terzi del prezzo dell’analisi termografica. Il termocheck, che costa 300 euro, fino alla fine del 2018 si potrà ottenere con 95 euro (Iva inclusa): la differenza la metterà il Comune. Gli interessati devono rivolgersi all'Ufficio ambiente al secondo piano del municipio (stanza 61) e compilare un modulo da far pervenire via email - assieme alla conferma dell'avvenuto bonifico - a marco.masin@comune.merano.bz.it. È anche possibile consegnare la richiesta direttamente all'Ufficio ambiente.

Il Piano per la tutela del clima. Dal dossier sul monitoraggio del piano d’azione per l’energia sostenibile 2015 emerge che le emissioni di CO2 dovute ai consumi di energia termica sono cresciuti in dieci anni del 6,5%. «Gli obiettivi previsti dal Piano per la tutela del clima del Comune di Merano – continua Rohrer - possono essere raggiunti solo con la partecipazione attiva dei privati, anche effettuando interventi di risanamento energetico per garantire maggiore efficienza nel riscaldamento e nel condizionamento dei locali. Nel periodo di riferimento (2005-2020) ogni meranese dovrebbe ridurre di un terzo le emissioni di CO2 prodotte dalla propria casa».

Risparmi. «La maggior parte delle pompe di calore degli impianti sono sovradimensionate e impostate su valori troppo elevati» spiega l'ingegner Bruno Montali, energy manager del Comune. «La conseguenza è un aumento del consumo di energia elettrica, che invece può essere abbattuto riducendo il livello di prestazione dell'impianto. Si avrà un risparmio più sostanzioso installando le nuove pompe di calore elettroniche. Un simile investimento si ammortizza in genere nel volgere di pochi anni, perché le pompe di nuova generazione, in media, consumano annualmente 70% di energia elettrica in meno. Ma si possono ridurre i consumi e quindi i costi di gestione pure intervenendo sui termostati e sulla regolazione dell'impianto e isolando meglio le condutture». Fra l’altro per interventi di miglioria o di sostituzione dell'impianto, lo Stato e la Provincia stanziano contributi. Inoltre chi provvede a sostituire il vecchio impianto può detrarre fiscalmente dal 50 al 65% delle spese sostenute. Una detrazione fiscale del 50% è garantita anche per le spese per interventi di manutenzione straordinaria. Da parte sua la Provincia concede contributi fino al 50% delle spese per compensazioni idrauliche, ovvero per la regolazione più efficiente del sistema di riscaldamento e per la sostituzione di impianti vetusti e per l'utilizzo di fonti energetiche alternative.