Merano. Per 14 anni avrebbe incassato indebitamente assegno sociale di un parente emigrato in Argentina nel lontano 2000, racimolando oltre 113 mila euro: individuata dalla Guardia di Finanza di Merano, una donna (che il Comando provinciale indica come “possidente”) è stata denunciata per truffa aggravata, col sequestro di circa 50 mila euro dai suoi conti correnti come profitto del reato. Tra gli elementi più curiosi emersi nel corso dell’indagine, il fatto che l’intestatario dell’assegno fosse un ultraottantenne che negli ultimi 18 anni non è mai stato visitato dal suo medico di base a Merano.

Dall’indagine delle Fiamme gialle, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bolzano, emergono false autocertificazioni e la cointestazione del libretto postale sul quale l’Inps faceva i bonifici. È stata quindi denunciata una signora meranese proprietaria di una residenza di pregio ad Avelengo e di diversi appartamenti a Merano, individuata dalla Finanza come responsabile della frode all’Inps.

A monte della vicenda, una segnalazione pervenuta agli organi centrali a seguito di un’analisi di rischio che aveva rivelato come l’assegno sociale continuasse a essere incassato nonostante ci fossero motivi fondati per dubitare dell’effettiva residenza in Italia del titolare del trattamento, un ultraottantenne che formalmente figurava come stabilito a Merano. Le indagini si sono quindi orientate su due fronti: da una parte la verifica della presenza in Italia dell’anziano, dall’altra l’individuazione di chi continuasse a incassare il denaro.

Mentre i tentativi di rintracciare l’intestatario dell’assegno non andavano a buon fine, sono emersi man mano elementi decisivi. Mancavano infatti utenze domestiche attive, e nemmeno il medico di base aveva mai visitato l’ultraottantenne negli ultimi 18 anni. Nel frattempo è venuta a galla anche la doppia intestazione del libretto postale, ed è risultato che a prelevare l’importo versato dall’Istituto di previdenza sociale – prima personalmente allo sportello, poi tramite bancomat – sarebbe stata la moglie del cugino dell’anziano titolare dell’assegno, emigrato in Argentina nel 2000.

La Guardia di Finanza ha quindi proceduto a ulteriori approfondimenti, scoprendo così la contraffazione delle firme apposte sulle dichiarazioni di possesso dei requisiti che ogni anno devono essere presentate all’Inps affinché l’erogazione della somma possa proseguire senza essere interrotta.

Al termine delle indagini, l’Autorità giudiziaria ha disposto che fosse data comunicazione all’Inps di interrompere i pagamenti e che il profitto del reato di truffa aggravata fosse sequestrato. Nei giorni scorsi i finanzieri hanno quindi requisito somme per un totale di circa 50 mila euro dai conti correnti della donna indagata.

«Le attività volte a verificare il corretto impiego delle risorse pubbliche, in particolare di quelle destinate alle fasce deboli della popolazione, rappresentano un obiettivo istituzionale prioritario», informa la Guardia di Finanza.

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