Merano. Beffato dalle telecamere di sorveglianza della Wandelhalle. Grazie alle riprese video, gli agenti della polizia locale sono stati in grado di risalire all’identità del misterioso writer in erba che l’altra notte ha imbrattato due pareti del romantico porticato che caratterizza la passeggiata d’Inverno. Segnalato alla Procura, il responsabile ora sarà sottoposto a sanzione, in base a quanto deciderà la Procura dei minori valutando la situazione specifica.

Il raid vandalico.

Forse la noia, forse il desiderio di emulare writer noti. Forse la voglia di “prendersi” un luogo della città, uno dei suoi simboli più caratteristici. Non è dato sapere che cos’abbia mosso il giovanissimo responsabile, nella notte tra sabato e domenica, a varcare il porticato e a scrivere “Marocco. 04 Elyes” e “Tunes” e a disegnare uno scarabocchio sui listelli di legno che lo rivestono. Già le panchine erano state “firmate” da altri. Il risultato – presumibilmente frutto di una mano inesperta, nonostante l’assenza di sbavature – ha fatto levare un coro di lamentele relative al decoro del centro cittadino, riportando alla ribalta pure il tema della sporcizia lasciata da passanti poco educati.

La ricostruzione dell’accaduto.

Il responsabile non ha prestato grande attenzione alle telecamere di sorveglianza. Così la polizia locale è stata in grado di risalire alla sua identità, peraltro già nota alle forze dell’ordine. Il misfatto risalirebbe alle 23.30 di sabato 22, secondo quanto si evince dalle immagini. Individuato il colpevole, si è proceduto alla sua segnalazione alla competente autorità giudiziaria. Ora spetterà alla Procura dei minori stabilire l’entità della sanzione. Si può andare infatti da una multa fino a 500 euro all’impiego in attività sociali. «Vorrei proprio che ripulisse tutto – commenta il sindaco Paul Rösch –. Andrò a trovare questo ragazzo insieme al personale del cantiere comunale». C’è un precedente piuttosto recente: non molto tempo fa un’azione della polizia locale aveva permesso di individuare un gruppo di giovani, colti con la bomboletta in mano, poi condannati a risarcire i danni attraverso ore di attività sociali. Nel concreto, erano stati obbligati a ripulire. Allora gli autori delle scritte erano stati identificati sia tramite le immagini della videosorveglianza, sia attraverso l’osservazione di alcuni agenti in borghese guidati dalla centrale.

Le possibilità per i giovani.

Premessa è che rispetto a molte altre città italiane ed europee Merano offre ben poche occasioni di indignarsi per gli sfoghi artistici dei più giovani sui muri. Per alcuni adolescenti è un modo per fare proprio uno spazio percepito come alieno e ostile o per segnalare la propria esistenza, per altri un veicolo delle proprie capacità artistiche e un mezzo per dare movimento alla città. In vicolo Passiria, il murale di Blu ed Erica il Cane – il primo consacrato a New York nel 2010 dalla proiezione di un suo video sul Guggenheim Museum – abbellisce e nobilita un muro altrimenti anonimo. A Bolzano ci sono lunghi muri messi a disposizione degli artisti, piccoli o grandi che siano. «A Sinigo, prima del sottopassaggio della ciclabile, abbiamo fatto un progetto apposta per dare ai ragazzi la possibilità di esprimersi coi graffiti. E poi ci sono i centri giovanili, che aiutano i giovani a dare sfogo alla loro vena artistica», conclude Rösch. S.M.