Merano. «Non possiamo assolutamente permettere che le attività chiudano, perché un qualsiasi esercizio commerciale o attività artigianale o turistica costretta a chiudere implica decine, centinaia di donne, uomini e giovani a casa e senza un lavoro». La Civica interviene sugli affanni dell’economia meranese. «Famiglie intere che non avranno più un reddito su cui contare. L’economia tutta, con i suoi negozi, i bar, i ristoranti, le imprese artigiane, rappresenta il sistema che produce benessere. Bisogna individuare strategie da attivare nel breve e medio periodo che possano preparare l’economia a riemergere dalla crisi sanitaria ed economica. Ed è per questo che la Civica per Merano ha avviato un laboratorio di idee (coordinato da Emanuela Albieri, Andrea Casolari e Giuliano Rebellato), dove con concretezza e competenza si vadano ad individuare misure di pronto intervento in ambiti diversi dell’economia». Al momento, uno dei settori più colpiti è quello di bar e ristoranti. «È vero che il Comune ha poteri legislativi e risorse economiche limitate, ma si dovranno trovare i fondi per attivare al più presto misure a sostegno di questa importante categoria. La CivicaIl bilancio comunale dovrà essere in grado di sopportare il mancato incasso della tassa per l’occupazione del suolo pubblico pagata dagli esercenti. Sappiamo che fino a marzo 2021 gli esercenti sono esentati dal pagamento di tale imposta, ma è indispensabile che questa esenzione venga protratta fino alla fine del 2021».

Nella speranza di allentamento delle restrizioni in primavera, «la politica dovrà impegnarsi a fare tutto il possibile per favorire un veloce recupero delle attività, ad esempio autorizzando l’uso della musica all’esterno dei locali (seppur senza eccessi e sempre nel rispetto degli orari di silenzio). In tal modo, oltre che favorire gli esercenti, favoriremo anche i nostri giovani, che dopo mesi di quasi totale mancanza di relazioni e divertimento, avranno sicuramente bisogno di tornare all’allegria e alla spensieratezza che non gli può essere negata per sempre. Bisognerà anche essere in grado di esercitare opportune pressioni presso la Provincia affinché sia in grado di sostenere anch’essa, con misure adeguate, l’economia e le famiglie che soffrono».