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MERANO. La mobilità alternativa con la ricerca di percorsi sicuri dentro la città per pedoni e ciclisti diventa un capitolo di spesa sempre più importante dentro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Paul Rösch. Nel 2015 l’affidamento di uno studio all’Ökoinstitut di Bolzano per rivedere il piano della viabilità ciclabile, documento consegnato al Comune con sei mesi di ritardo e che fino a oggi nel concreto ha prodotto solo alcuni provvedimenti.
Ora l’ufficio mobilità del Comune, pensando di aver risolto i problemi che i ciclisti devono affrontare tutti i giorni percorrendo piste ciclabili che ancora non possono definirsi sicure lungo tutta la loro estensione, alza il livello dell’asticella. In sostanza, "non bastano le buone infrastrutture ciclabili" si legge nelle premesse della determina firmata dall’ingeniere capo Wolfram Pardatscher, ma serve "una strategia comunicativa verso i cittadini, capace di promuovere la cultura dell’uso della bici".
Apriti cielo, un nuovo incarico, questa volta riassunto nel titolo "campagna bici e sicurezza". E i quattrini stanziati non sono briciole, si parla di 38 mila euro, lo stipendio lordo annuo di un impiegato di livello. A realizzare questa campagna è stata chiamata con un incarico diretto, senza ricorrere ad alcuna gara d’appalto la Helios srl di Bolzano. Per quell’importo la Helios dovrà predisporre una strategia comunicativa, gestire il management, effettuare l’ennesima analisi del traffico pedociclabile che si sviluppa in città e indicare quali misure concrete dovranno essere poste in atto, partendo dalla cartellonistica e dalla segnaletica verticale. Che poi le piste ciclabili improvvisamente si interrompano per finire dentro una rotatoria (uscita Mebo in via IV Novembre e piazza Mazzini sono solo due degli innumerevoli esempi) sembra essere in questa fase non rilevante. Meglio educare i cittadini ciclisti a spostarsi quando arrivano le auto.(rog)
Ora l’ufficio mobilità del Comune, pensando di aver risolto i problemi che i ciclisti devono affrontare tutti i giorni percorrendo piste ciclabili che ancora non possono definirsi sicure lungo tutta la loro estensione, alza il livello dell’asticella. In sostanza, "non bastano le buone infrastrutture ciclabili" si legge nelle premesse della determina firmata dall’ingeniere capo Wolfram Pardatscher, ma serve "una strategia comunicativa verso i cittadini, capace di promuovere la cultura dell’uso della bici".
Apriti cielo, un nuovo incarico, questa volta riassunto nel titolo "campagna bici e sicurezza". E i quattrini stanziati non sono briciole, si parla di 38 mila euro, lo stipendio lordo annuo di un impiegato di livello. A realizzare questa campagna è stata chiamata con un incarico diretto, senza ricorrere ad alcuna gara d’appalto la Helios srl di Bolzano. Per quell’importo la Helios dovrà predisporre una strategia comunicativa, gestire il management, effettuare l’ennesima analisi del traffico pedociclabile che si sviluppa in città e indicare quali misure concrete dovranno essere poste in atto, partendo dalla cartellonistica e dalla segnaletica verticale. Che poi le piste ciclabili improvvisamente si interrompano per finire dentro una rotatoria (uscita Mebo in via IV Novembre e piazza Mazzini sono solo due degli innumerevoli esempi) sembra essere in questa fase non rilevante. Meglio educare i cittadini ciclisti a spostarsi quando arrivano le auto.(rog)


