MERANO. Il comprensorio sanitario alza nuovamente le mani nei confronti dei pazienti che, dopo aver ottenuto dalla sanità pubblica meranese prestazioni, esami, visite ambulatoriali e altro ancora, non ci pensano proprio a pagare ticket e fatture emesse dall'ospedale o dai servizi territoriali.

Nel 2016 il comprensorio aveva rinunciato a incassare oltre cinquemila prestazioni per un totale di 118 mila euro relative agli anni 2004 e 2005, ora fa altrettanto con le pendenze dell'anno 2006.

Dieci anni di solleciti, di ricerche, di raccomandate inviate non sono stati sufficienti alla sanità meranese per venire a capo di quasi 1.100 prestazioni, tutt'oggi impagate. La determina emessa nei giorni scorsi dai vertici del comprensorio sanitario di Merano ha per titolo 2006 fatture inesigibili. Sull'ammontare anche questa volta non si scherza. L'Azienda sanitaria rinuncia di fatto a percepire 53.228 euro in quanto i pazienti si sono resi irreperibili, risultano sconosciuti all'indirizzo comunicato, sono deceduti (cercare i parenti neanche a pensarne) o si sono semplicemente trasferiti altrove senza lasciare il nuovo recapito.

E andando a spulciare nella lunga lista delle 1.082 posizioni aperte e stralciate si trovano molti importi piccoli, tanti pari a un ticket da quindici euro, ma anche una decina di posizioni importanti, che contengono un cumulo di prestazioni o una serie di esami e ricoperti a pagamento molto costosi.

Tra gli stralci c'è una prestazione da 3.135 euro, una da 2.017 euro, altre otto che variano tra i 1.900 e i 1.100 euro. Questa volta l'Azienda sanitaria ha avuto l'accortezza di non indicare i nomi dei pazienti che non hanno saldato il conto, due anni fa i loro nomi erano invece stati pubblicati e in quella occasione si erano trovati anche alcuni insospettabili, sia per la posizione ricoperta che per il reddito incassato annualmente. In molti casi, oggi come allora, si tratta di persone che si sono trasferite di residenza o di cittadini stranieri che si sono resi irreperibili.

Inutile cercare di incassare queste cifre, si sarà detto il responsabile economico finanziario del comprensorio sanitario, meglio portare a perdita le pendenze che risalgono ormai a oltre dieci anni fa. L'incredibile lista di mancati pagatori del ticket sanitario per le prestazioni specialistiche d'ambulatorio, per ricoveri ospedalieri o per passaggi in pronto soccorso che il triage aveva definito non urgenti e quindi soggetti al pagamento di un contributo è stata pubblicata l'altro giorno sul sito dell'Azienda sanitaria.

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