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MERANO. Il destino del parco della Stazione, dopo che i Verdi hanno sollevato la questione della sua rivitalizzazione, così come in generale dell'areale ferroviario, dopo che la Provincia ha annunciato lo stanziamento di 30 milioni di euro per la realizzazione del centro di mobilità, riaccende il dibattito che già all'inizio degli anni 2000 aveva animato la scena politica meranese.
Dopo le polemiche degli ultimi giorni, è l'ex vice sindaco Diego Cavagna a mettere sul tavolo alcune proposte partendo dall'idea di ripetere al parco della Stazione l'esperienza dell'ex Minigolf. «Se le intenzioni sono buone, la proposta mi sembra approssimativa: parliamo di una superficie tre volte più grande sulla quale già l'ex assessora Daniela Rossi era intervenuta per aumentare nel parco la luce naturale oltre a quella artificiale. Quindi, sono state realizzate due aree cani e un'area ginnica che oggi distanzia il parco della Stazione da quello del capoluogo», le parole di Cavagna.
Tra il 2000 e il 2010, Margherita, DS e Verdi, ovvero la componente del centrosinistra che governava la città a guida Svp, ricorda Cavagna, aveva già lavorato su un progetto per la riqualificazione dell'areale della stazione nel quadrilatero compreso tra piazza Mazzini e via Goethe. Ancora Cavagna: «Ci accorgemmo che l'80% di questa porzione di Merano è in mano pubblica o di società controllate, oltre al fatto che c'erano e ci sono volumi privati non utilizzati».
Nello specifico, si parla del parco verde della Stazione, del parcheggio Bus antistante, del Palamainardo, del parcheggio Prader, della zona ex dogana, del dormitorio pubblico, della sede e parcheggio di Alperia, del magazzino privato di frutta dismesso, del consorzio agrario, del cantiere comunale e dell'area utilizzata oggi per il cantiere del tunnel, oltre naturalmente a tutte le strade di collegamento.
«Purtroppo, l'allora Svp, con la stampella di Forza Italia, si concentrò sul garage in caverna che assorbì le risorse provinciali spostandole dal tema areale della stazione. Nel 2005, il sindaco Januth riprese le trattative con FS e la Provincia per pianificare il centro di mobilità, quindi, è la giunta Rösch ad avere costretto la città a diventare parte attiva nella realizzazione del garage in caverna, nonostante l'impegno preso da tutte le forze politiche che mai un euro comunale sarebbe stato speso. Ora il garage ci sta costando almeno 6 miloni distolti dalle vere esigenze della città», la stoccata di Cavagna.
Quindi, la sua proposta: «Immaginiamo il parco della stazione attraversato da tante persone, biciclette e qualche chiosco oltre ad aree adibite ad attività culturali all'aperto, dove l'ex dopolavoro ferroviario potrebbe diventare la sede di quelle forze dell'ordine che chiedono nuovi spazi operativi e alloggiativi. Un parco per il quale serve un nuovo nome, che faccia da contraltare a un altro realizzato dall'altra parte nella zona del cantiere e in mezzo tutta una serie di volumi innovativi e vivibili, destinati ad alloggi dai prezzi e canoni accessibili».


