MERANO. Sarà il cuoco meranese Gerardo Calabrese, per tutti “chef Gerry” questa sera alle 19.30 su Canale 8, protagonista della ottava edizione di “Cuochi d'Italia”: programma di cucina targato Sky e condotto dal noto presentatore Alessandro Borghese. Già impiegato nella ristorazione da 15 anni, Calabrese è stato chef in alcuni prestigiosi ristoranti meranesi, prima di decidere di mettersi in proprio. «Nel 2017 ho rilevato con un socio il locale Dèjàvu di via Mainardo che gestisco da solo ormai dal febbraio dello scorso anno», spiega Calabrese. All'età di 34 anni, diploma alberghiero alla Cesare Ritz di Merano, tanta esperienza alle spalle e un concetto di cucina ben saldo, ovvero la reinterpretazione dei ricordi in chiave moderna, lo chef meranese ha deciso di partecipare al noto programma televisivo, anche come veicolo pubblicitario per il suo ristorante. Infatti, la posizione decentrata del locale, quindi la mancanza di visibilità, ha suggerito a Calabrese l'avventura televisiva, già riuscita al collega e amico di studi Mohamed Lamnaour, vincitore della quarta edizione del reality “Hell's Kitchen”. «Mi sono candidato e sono stato selezionato per i casting a Milano, dove ho presentato la mia spalla di maialino cotta sottovuoto per 36 ore e insalata di cappuccio del Trentino Alto Adige – spiega Calabrese – quindi, dopo circa due giorni mi hanno chiamato e la mia avventura al programma è iniziata». Registrazione della prima puntata a fine novembre, aggiunge Calabrese, senza però potere svelare cosa il pubblico si dovrà aspettare a partire da questa sera, data di inizio della edizione numero 8. «Per ovvi motivi non posso svelare se ho vinto o come sono andate le puntate, ma posso dire che è stata una esperienza formativa importante, proprio per la qualità degli chef con i quali mi sono confrontato», sottolinea il cuoco meranese.

Oltre al presentatore Alessandro Borghese, il programma si avvale infatti della collaborazione dello chef stellato Cristiano Tomei e della doppia stella Michelin, ovvero il cuoco napoletano Gennaro Esposito.«In particolare mi sono trovato molto bene con Tomei, anche se la vera e propria sorpresa per me è stato Borghese che conoscevo per la sua professionalità, ma è la quantità di consigli preziosi che è stato capace di darmi a fare di questa esperienza qualcosa di unico», conclude Calabrese.

Consigli che andranno a modificare l'offerta gastronomica del Dèjàvu, assicura lo chef meranese, ancora visibilmente emozionato per la sua partecipazione a “Cuochi d'Italia”. (ji.mi.)

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