Merano. Sull’opportunità di una riapertura di asili nido, scuole materne ed elementari e di una ripresa delle attività extracurricolari giovanili interviene anche la Civica per Merano, che come già molti altri esponenti del panorama politico altoatesino, nazionale ed europeo motiva la propria posizione con la funzione di alleviamento del peso del lavoro di cura svolta dalle strutture per l’infanzia e per l’educazione dei bambini. Non solo: c’è anche il ruolo di spazio sociale vitale alla crescita.

“Abbiamo appena festeggiato la festa della mamma – scrive il gruppo d’opposizione in un comunicato – e forse qualcuno di noi si è soffermato a riflettere su quanto questo periodo sia impegnativo in particolar modo per le madri. In due mesi di chiusura totale di tutte le strutture, dagli asili alle scuole e ai centri giovanili, nonché di sospensione di tutte le attività extrascolastiche sportive e culturali, migliaia di bambini e ragazzi sono stati privati di ogni contatto sociale. Lontani da amici e affetti, molti si sono lasciati fagocitare da videogiochi e social media, purtroppo perdendo in alcuni casi, lo stimolo per la condivisione di un abbraccio o per una passeggiata all’aria fresca. Ora che il periodo di massima emergenza è terminato, abbiamo l’obbligo morale di pensare seriamente al reinserimento sociale dei nostri bambini e dei nostri ragazzi. Per il loro bene ovviamente, ma anche per il bene di tutta la famiglia. Sì, perché la famiglia sta pagando un prezzo enorme e quasi sempre la figura che ne fa maggiormente le spese è la madre. Questa esperienza ha dimostrato una volta di più, se mai ce ne fosse stato bisogno, che a pagare è sempre la donna. Ancora una volta abbandonata dalle istituzioni nella gestione dell’inevitabile crisi, tra lavori domestici, smart working, lezioni online dei figli e compiti scolastici, benessere psicofisico di tutto il nucleo familiare. Madri che in alcuni casi si sono addirittura ritrovate, in mancanza di alternativa, a dover abbandonare il loro lavoro. Non si vuole certo sminuire la figura paterna, ma è evidente che, nella maggior parte dei casi, in questo periodo, lo stress maggiore lo subisce la madre».

Le parole della Civica trovano ampio riscontro nel dibattito sviluppatosi nel corso degli ultimi mesi. Perché il gender pay gap, il divario retributivo di genere, in Italia arriva al 23,7 per cento, questo l’indice Eurostat che tiene conto del numero di ore lavorate sulla retribuzione mensile lorda. Significa che se una coppia deve scegliere chi dei due dovrà rimanere a casa a prendersi cura dei figli, la scelta ricade più spesso sulla donna.

La Civica fa una proposta all’amministrazione: “Riteniamo che la riapertura graduale e in sicurezza di attività per la prima infanzia, per i bambini in età scolare e per i giovani sia di importanza fondamentale e di assoluta urgenza. La salute di una comunità poggia non solo sulle norme igieniche, che ovviamente dovranno essere osservate, ma anche e soprattutto sul benessere psicofisico dei suoi membri, dei nuclei familiari e, a cascata, della società tutta. Come già proposto nei giorni scorsi, chiediamo nuovamente e a gran voce che associazioni e cooperative sociali siano al più presto messe nelle condizioni di accogliere nuovamente i ragazzi e che lo stesso si faccia per le strutture per la prima infanzia. Chiediamo inoltre che l’amministrazione metta a disposizione di queste ultime spazi comunali per la gestione di attività, da svolgere anche nel periodo estivo, che ormai è alle porte. Palestre, parchi, edifici pubblici vengano messi veramente a disposizione della città. Perché è proprio in questi momenti che l’amministrazione pubblica deve avere il coraggio di agire per il bene dei propri cittadini. Questi non sono i capricci di una comunità viziata, questi sono i bisogni di una città che ha sofferto, che ancora soffre e che rischia, se non interveniamo con provvedimenti urgenti, di collassare, così come mesi fa sono collassati gli ospedali di mezza Italia”.