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Merano. Tutti ne siamo esposti, costituisce un potenziale pericolo per la salute quando si accumula nei locali chiusi. Parliamo del radon, e se ne parlerà a fondo questa sera in un incontro promosso dall’Agenzia provinciale per l’ambiente. L’appuntamento, gratuito, è per le 20 in sala civica (via Huber 8).
Si tratta di una delle tappe con cui l’Agenzia sta cercando di coinvolgere gli altoatesini a prestarsi, senza impegno specifico, in un progetto di raccolta dati che serviranno per mappare le concentrazioni e stimare le esposizioni al rischio in provincia. Saranno messi a disposizione mille dosimetri per effettuare le misurazioni casalinghe del radon.
Durante la serata alle persone interessate verrà fornito il link alla pagina dove effettuare l'iscrizione online. Il kit di misurazione sarà poi spedito per posta. Le dimensioni del rilevatore sono minime e non necessita di alcun tipo di alimentazione. Alla fine del ciclo di misurazioni, permetterà di verificare l’esposizione del proprio alloggio al radon (la cui concentrazione dipende da vari fattori, dalla composizione del terreno alla struttura della casa e al suo isolamento, fino alle abitudini domestiche), per poi eventualmente poter studiare delle contromisure. «Ma quella che vale sempre è arieggiare» afferma Luca Verdi, direttore del Laboratorio analisi aria e radioprotezione. «Il radon è un gas radioattivo presente in modo naturale nel sottosuolo e nelle rocce; non può essere percepito, perché è incolore e inodore, ma è pericoloso per la salute perché può entrare e accumularsi in abitazioni e altri ambienti chiusi ed essere quindi inalato. È necessario quindi misurare la sua concentrazione negli ambienti di vita chiusi per poter eventualmente mettere in atto interventi di risanamento atti a ridurne la presenza. Una possibile strategia consiste nell’aumentare i ricambi d'aria, eventualmente installando in ambienti chiusi semplici sistemi di ventilazione che permettono di ridurre rapidamente valori anche elevati di radon».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Si tratta di una delle tappe con cui l’Agenzia sta cercando di coinvolgere gli altoatesini a prestarsi, senza impegno specifico, in un progetto di raccolta dati che serviranno per mappare le concentrazioni e stimare le esposizioni al rischio in provincia. Saranno messi a disposizione mille dosimetri per effettuare le misurazioni casalinghe del radon.
Durante la serata alle persone interessate verrà fornito il link alla pagina dove effettuare l'iscrizione online. Il kit di misurazione sarà poi spedito per posta. Le dimensioni del rilevatore sono minime e non necessita di alcun tipo di alimentazione. Alla fine del ciclo di misurazioni, permetterà di verificare l’esposizione del proprio alloggio al radon (la cui concentrazione dipende da vari fattori, dalla composizione del terreno alla struttura della casa e al suo isolamento, fino alle abitudini domestiche), per poi eventualmente poter studiare delle contromisure. «Ma quella che vale sempre è arieggiare» afferma Luca Verdi, direttore del Laboratorio analisi aria e radioprotezione. «Il radon è un gas radioattivo presente in modo naturale nel sottosuolo e nelle rocce; non può essere percepito, perché è incolore e inodore, ma è pericoloso per la salute perché può entrare e accumularsi in abitazioni e altri ambienti chiusi ed essere quindi inalato. È necessario quindi misurare la sua concentrazione negli ambienti di vita chiusi per poter eventualmente mettere in atto interventi di risanamento atti a ridurne la presenza. Una possibile strategia consiste nell’aumentare i ricambi d'aria, eventualmente installando in ambienti chiusi semplici sistemi di ventilazione che permettono di ridurre rapidamente valori anche elevati di radon».
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