MERANO. Sessant’anni di storia, visione e sviluppo: le Funivie Merano 2000 hanno celebrato oggi,  venerdì 19 dicembre, un anniversario che va ben oltre un semplice compleanno. Nel corso di un brindisi conviviale, alla presenza di rappresentanti della politica, dell’economia e di numerosi amici dell’area sciistica ed escursionistica, è stato ripercorso il lungo cammino che ha trasformato Merano 2000 in una delle principali destinazioni alpine dell’Alto Adige.
 

Il primo traguardo risale al 1965, con l’entrata in funzione della seggiovia tra Falzeben e Pivigna, seguita nel 1968 dalla funivia che collegò direttamente la città di Merano all’altopiano. Un progetto pionieristico per l’epoca, veloce e tecnicamente all’avanguardia, ideato da Hans Trojer, visionario degli impianti a fune e padre del nome “Merano 2000”. La sua intuizione di dare un’identità chiara e moderna all’altopiano ha segnato in modo decisivo lo sviluppo dei decenni successivi.
 

Negli anni, il comprensorio è cresciuto con nuove piste sul Mittager, sul Kesselberg e sulla Kuhleiten, il miglioramento delle strade di accesso e l’introduzione di impianti sempre più moderni e sistemi di innevamento programmato. Parallelamente si è rafforzata anche la dimensione sportiva, con la nascita della Scuola Sci Merano 2000, il centro di allenamento federale e numerosi eventi che hanno dato visibilità all’area ben oltre i confini regionali. Un passaggio chiave è stato nel 2010, con l’entrata in funzione della nuova funivia, simbolo dell’equilibrio tra tradizione e innovazione.
 

Oggi Merano 2000 è una destinazione fruibile tutto l’anno, capace di unire sport, turismo e comunità. Durante la celebrazione è stato reso un omaggio speciale a Hans Trojer, riconosciuto come figura centrale di questa storia. Negli interventi, il presidente Andreas Zanier, insieme a Manfred König, Luis Reiterer, Günther Januth, alla sindaca di Avelengo Sonja Plank e all’assessora di Merano Barbara Hölzl, ha ribadito l’importanza della collaborazione tra funivie e comuni, dello sport associativo e della mobilità sostenibile come motori di sviluppo. Il taglio della torta e il momento conviviale al ristorante Cubus hanno chiuso una giornata che ha celebrato sessant’anni di comunità, visione e amore per la montagna.