MERANO. Uno degli introiti irrinunciabili per il Comune di Merano per far quadrare i conti è sicuramente l'Imi, come conferma l'assessore al bilancio Nerio Zaccaria. Al momento l'imposta comunale sugli immobili sfiora i 20 milioni di euro, una cifra cresciuta ulteriormente dal 2023 quando Merano è stata inserita tra le 21 località con carenza di alloggi.

Quantificare esattamente la «Superimi», ovvero l'imposta dovuta da chi ha una alloggio sfitto (a Bolzano, Merano, Bressanone, Laives e Vipiteno, Selva, Ortisei e Santa Cristina, Badia e Corvara, Marebbe,Terlano, Appiano, Ora e Caldaro, Scena, Lana, Marlengo e Tirolo, Sesto in Val Pusteria e Varna) è peraltro piuttosto complicato.«Secondo una nostra stima - spiega Zaccaria - parliamo di circa 750 mila euro: una cifra comunque non trascurabile».

In sostanza i Comuni con esigenze abitative, ossia quelli con maggiore carenza di alloggi, hanno una maggiore tassazione degli appartamenti sfitti. Nelle località con carenza di alloggi, viene applicata un'aliquota di almeno il 2,5% su case sfitte, terreni edificabili non sfruttati e abitazioni non ultimate, con la facoltà per le amministrazioni comunali di aumentarla fino al 3,5%. In cambio l'aliquota dell'imposta ordinaria per gli appartamenti locati (0,76% nella maggior parte dei Comuni) è stata ridotta dello 0,1%. Alcuni immobili sono esenti dagli aumenti: la norma non si applica, tra gli altri, ai proprietari di abitazioni cedute a familiari tramite comodato d'uso gratuito, a una sola seconda casa utilizzata per motivi di lavoro o di studio, così come ad alloggi inabitabili o inutilizzabili.

Un capitolo a parte è costituito dall'Imi per coloro che affittano i loro alloggi ad uso turistico (affittacamere, Airbnb). Lo scopo è quello di prevedere un giro di vite per i cosiddetti "airb&b" che, non solo fanno concorrenza alle strutture alberghiere che operano sul territorio, ma si prendono anche una fetta di mercato degli affitti. «La Provincia - argomenta Zaccaria - ha eliminato la percentuale di copertura perché si è resa conto di non poter verificare quanti giorni l'anno siano effettivamente occupati questi alloggi». L'Imi, per i gestori di affittacamere, è passata quindi dallo 0,56% del 2024 all'1%, come fissato dalla Provincia. L'imposta, rispetto al 2023, è stata ritoccata (in meglio) per chi ha dei parenti in linea diretta (figli e nipoti) o collaterale (fino al secondo grado) residenti e fornisce loro delle abitazioni in uso gratuito.