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MERANO. Un’ipotesi avveniristica di interramento della ferrovia, con una fermata intermedia tra la stazione del centro e quella di Maia Bassa che permetta ai turisti di fare tappa direttamente in zona Terme. La rielaborazione del Masterplan in base alle direttive della Provincia apre nuovi scenari nell’assetto strutturale cittadino, scenari che potrebbero farsi più concreti entro il 2035.
Il Masterplan, il Piano strategico di sviluppo comunale, è figlio di una prima stesura operata dalla giunta Januth, come ricordato dal sindaco Paul Rösch nel corso della presentazione al consiglio comunale. Nel 2015 il consesso aveva approvato questa prima versione, ma la successiva bocciatura in sede provinciale ha comportato la rielaborazione del documento. Il motivo – e sfida per l’architetto Alessandro Benevolo, dello studio bresciano chiamato a redigerlo – era la gestione della linea ferroviaria: la Provincia progetterebbe infatti di prolungare la linea della Venosta fino a Bolzano e di dismettere il tratto di ferrovia tra il centro e Maia Bassa, quindi si è incentivata l’idea di collegare le due stazioni, destinate a diventare veri e propri hub della mobilità e dei servizi, attraverso un interramento dei binari.
L’ipotesi dell’interramento si affianca a quella della creazione di percorsi ciclabili e pedonali nell’area tra via Verande, via Vogelweide e via San Giuseppe e alla riqualificazione dell’area delle caserme. Un lavoro che secondo una prima stima costerebbe intorno ai 115 milioni di euro. I binari proseguirebbero a fianco dell’Adige, entrando nel territorio di Lagundo e raggiungendo con un’ampia curva la stazione centrale, mentre dalla stazione di Maia Bassa rasenterebbero il margine settentrionale dell’ippodromo, passerebbero sotto i giardini delle Terme e poi sotto il Passirio (tra ponte Teatro e passerella Lutero), e si ricongiungerebbero quindi ai binari esistenti in corrispondenza della stazione centrale. «La Provincia ha fatto uno studio di fattibilità tecnica, al momento non esiste una copertura economica. Ma costerebbe più del tunnel sotto Monte Benedetto», ha spiegato Benevolo ai consiglieri comunali riuniti in occasione dell’ultima seduta del consiglio.
Ma l’interramento della ferrovia è un’ipotesi formulata per il lungo termine: nel breve termine, cioè tra oggi e il 2025, il Masterplan propone la realizzazione di un accesso a via Bersaglio e via Lido per chi provenga da piazza Mazzini e la creazione di nuovi scavalcamenti ciclopedonali. “Per queste soluzioni il Masterplan segnala in via preliminare alcune localizzazioni non prescrittive – si legge nel documento di presentazione, parecchio conciso rispetto alla pila dei fascicoli elaborati dallo studio Benevolo –. Rimane compito del Piano urbano del traffico anticipare misure adeguate che possano estendersi alla previsione di un nuovo attraversamento del Passirio per il completamento del nuovo allacciamento della zona di via Bersaglio e via Lido alla rete cittadina”.
Il documento rispolvera inoltre un progetto cui alcuni mesi fa anche l’ingegner Stefano Ciurnelli aveva accennato nella presentazione della bozza del Put, vale a dire una stazione ferroviaria a Sinigo, nell’area tra la riva dell’Adige e via Fermi (“il più possibile a ridosso dell’abitato”, precisa il Masterplan), che possa servire anche Postal e Lana e dalla quale passi un tram metropolitano cadenzato ogni 15 minuti tra Bolzano e Merano, configurando così un avvicinamento di Sinigo al resto della città.
Va precisato che il Piano strategico di sviluppo comunale disegna, appunto, azioni strategiche, indirizzi generali della pianificazione, obiettivi da raggiungere. Approvato dalla commissione urbanistica, sarà sottoposto all’approvazione del consiglio comunale soltanto il 12 febbraio: è stata la commissione urbanistica a chiedere di posticipare la votazione, in modo da permettere a tutti di prenderne visione e di procedere al voto con contezza della materia.
Il Masterplan, il Piano strategico di sviluppo comunale, è figlio di una prima stesura operata dalla giunta Januth, come ricordato dal sindaco Paul Rösch nel corso della presentazione al consiglio comunale. Nel 2015 il consesso aveva approvato questa prima versione, ma la successiva bocciatura in sede provinciale ha comportato la rielaborazione del documento. Il motivo – e sfida per l’architetto Alessandro Benevolo, dello studio bresciano chiamato a redigerlo – era la gestione della linea ferroviaria: la Provincia progetterebbe infatti di prolungare la linea della Venosta fino a Bolzano e di dismettere il tratto di ferrovia tra il centro e Maia Bassa, quindi si è incentivata l’idea di collegare le due stazioni, destinate a diventare veri e propri hub della mobilità e dei servizi, attraverso un interramento dei binari.
L’ipotesi dell’interramento si affianca a quella della creazione di percorsi ciclabili e pedonali nell’area tra via Verande, via Vogelweide e via San Giuseppe e alla riqualificazione dell’area delle caserme. Un lavoro che secondo una prima stima costerebbe intorno ai 115 milioni di euro. I binari proseguirebbero a fianco dell’Adige, entrando nel territorio di Lagundo e raggiungendo con un’ampia curva la stazione centrale, mentre dalla stazione di Maia Bassa rasenterebbero il margine settentrionale dell’ippodromo, passerebbero sotto i giardini delle Terme e poi sotto il Passirio (tra ponte Teatro e passerella Lutero), e si ricongiungerebbero quindi ai binari esistenti in corrispondenza della stazione centrale. «La Provincia ha fatto uno studio di fattibilità tecnica, al momento non esiste una copertura economica. Ma costerebbe più del tunnel sotto Monte Benedetto», ha spiegato Benevolo ai consiglieri comunali riuniti in occasione dell’ultima seduta del consiglio.
Ma l’interramento della ferrovia è un’ipotesi formulata per il lungo termine: nel breve termine, cioè tra oggi e il 2025, il Masterplan propone la realizzazione di un accesso a via Bersaglio e via Lido per chi provenga da piazza Mazzini e la creazione di nuovi scavalcamenti ciclopedonali. “Per queste soluzioni il Masterplan segnala in via preliminare alcune localizzazioni non prescrittive – si legge nel documento di presentazione, parecchio conciso rispetto alla pila dei fascicoli elaborati dallo studio Benevolo –. Rimane compito del Piano urbano del traffico anticipare misure adeguate che possano estendersi alla previsione di un nuovo attraversamento del Passirio per il completamento del nuovo allacciamento della zona di via Bersaglio e via Lido alla rete cittadina”.
Il documento rispolvera inoltre un progetto cui alcuni mesi fa anche l’ingegner Stefano Ciurnelli aveva accennato nella presentazione della bozza del Put, vale a dire una stazione ferroviaria a Sinigo, nell’area tra la riva dell’Adige e via Fermi (“il più possibile a ridosso dell’abitato”, precisa il Masterplan), che possa servire anche Postal e Lana e dalla quale passi un tram metropolitano cadenzato ogni 15 minuti tra Bolzano e Merano, configurando così un avvicinamento di Sinigo al resto della città.
Va precisato che il Piano strategico di sviluppo comunale disegna, appunto, azioni strategiche, indirizzi generali della pianificazione, obiettivi da raggiungere. Approvato dalla commissione urbanistica, sarà sottoposto all’approvazione del consiglio comunale soltanto il 12 febbraio: è stata la commissione urbanistica a chiedere di posticipare la votazione, in modo da permettere a tutti di prenderne visione e di procedere al voto con contezza della materia.


