MERANO. Una questione sempre più complessa, la presenza del Club La Perla in via Cavour. Da una parte, diversi residenti che lamentano di non essere più in grado di vivere, sia per la propagazione della musica nel palazzo che per gli schiamazzi notturni sulla strada. Dall'altra, il gestore Giovanni Perna il quale sostiene di essere in regola con le normative vigenti.

In attesa della pronuncia del Tar, che a novembre deciderà sul futuro del locale (dopo che la sindaca Zeller aveva sospeso la licenza al locale con provvedimento messo appunto in stand by dal tribunale amministrativo), i residenti le stanno provando tutte per fermare la musica che non permetterebbe loro di dormire la notte.

Per capire se ciò sia vero, siamo andati in questi appartamenti attorno all'una di notte, sabato scorso. In effetti, la musica e le vibrazioni prodotte dalla discoteca si sentono forte e chiaro in tutta la casa, al punto che è perfino possibile distinguere i pezzi musicali suonati, oltre al fatto che la musica produce forti vibrazioni e picchi di rumore (si veda l’articolo a fianco, la relazione tecnica). Impossibile dormire, in queste situazioni.

Allo stesso modo, abbiamo fatto un salto in discoteca, constatando che la musica, rispetto ad altri locali, non sembra assolutamente tenuta a un volume elevato.

Insonorizzazione 
Insomma, nonostante i lavori di insonorizzazione, ben dodici appartamenti sentono musica e vibrazioni direttamente in casa. Una situazione che rischia di esplodere, quella del Club La Perla, avvisano non pochi residenti.

Annunciata come una sala da ballo, dopo una serie di lavori interni che gli stessi abitanti del Plankenstein avevano contestato, al Club l'amministrazione ha concesso non solo la licenza per discoteca, ma anche per Night Club, il che significa possibilità di musica fino alle 5 di mattina, in una zona densamente abitata.

Dopo una serie di rilevazioni del rumore chiesta dai residenti ed effettuata dagli uffici provinciali - alcune anche dalla polizia locale che però il Tar ha contestato - oggi siamo arrivati a uno stallo, con una serie di diffide e richieste di sospendere la musica.

Non solo, in una serie di numerosi video prodotti dai residenti, la questione che emerge non è solo relativa alla musica che entra nelle case.

La difesa del gestore
Infatti, non sono rari gli schiamazzi notturni e mattutini di ragazzi che sostano attorno alla discoteca, sotto le finestre dei residenti.

Se gli inquilini del Plankenstein si dichiarano esasperati, dall'altra, il gestore del locale contesta punto per punto ogni addebito, sostenendo che non ci sia «alcun disturbo, piuttosto, gli inquilini temono una svalutazione nel valore del loro appartamento».

Perna aggiunge: «Sono state fatte diverse misurazioni del rumore, sia da tecnici abilitati che dall'Ufficio Aria Ambiente della Provincia di Bolzano, e ci è sempre stato detto che non c'è alcun disturbo alla quiete, ovvero, nessun superamento dei limiti differenziali», almeno così sostiene il gestore.

Spiega ancora Perna: «Se si va a leggere la pronuncia del TAR che sospende l'ordinanza della sindaca, il tribunale si è quasi già mezzo esposto sulla questione, dandoci ragione», l'interpretazione del gestore.

Secondo Perna, i condomini non racconterebbero il vero sull'impatto dell'attività notturna del Club La Perla in zona.

«Queste persone inventano cose non vere. Una sera hanno chiamato le forze dell'ordine, allarmate e arrivate per una presunta grande rissa davanti al Club. Erano le 11.15 e noi eravamo ancora chiusi!», la versione di Perna che parla di minacce di morte ricevute.

«Un residente mi ha minacciato di morte e da quel momento siamo preoccupati per i nostri dipendenti, al punto che il personale della sicurezza deve rimanere con noi fino all'ultimo», il suo racconto.

A questo punto, verrebbe da chiedersi se tenere la musica a un volume ancora più basso non potrebbe essere una soluzione. In effetti, nel corso di una misurazione ad opera della Polizia Locale, che sta monitorando con attenzione la situazione, il livello della musica era già stato abbassato al punto da non entrare nelle case dei residenti.

«L'abbiamo già abbassata a 90 decibel, sotto i limiti di legge», conclude in sintesi Perna.