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MERANO. Prima l'edicola Dalì in via Roma, domenica scorsa. Mercoledì, un negozio cinese di via Roma. Infine il distributore Agip in via Piave, l'altroieri. Incendi in serie (due piccoli e uno più grave) che destano preoccupazione a Maia Bassa. Si ipotizza tra le cause la pista dolosa: diversi casi potrebbero infatti essere collegati. Ma finché le indagini vanno avanti, gli inquirenti mantengono il riserbo sui fatti avvenuti la scorsa settimana e su ciò che ha scatenato i roghi. Intanto, nella notte tra sabato e domenica (ieri) qualcuno avrebbe tentato di scassinare la porta d'ingresso dell'edicola di via Roma.
Il primo incendio è avvenuto proprio lì. A chiamare i soccorsi era stato un cliente del distributore automatico che aveva notato le fiamme sulla porta d'ingresso dell'edicola e tabaccheria. I vigili del fuoco di Maia Bassa, di Merano e di Quarazze, erano intervenuti con oltre trenta pompieri e cinque o sei mezzi, riuscendo a spegnere le fiamme nel giro di mezz'ora. Sarebbe emerso poi dalle immagini della videosorveglianza che tre uomini avevano cercato di introdursi nell'edicola attraverso una finestra sul lato dell'edificio, rendendosi conto che era murata solo dopo avere forzato la tapparella. Quindi avrebbero versato liquido infiammabile (forse benzina) sull'uscio del negozio e avrebbero dato fuoco alla sostanza. Le fiamme si sono propagate all'interno dell'edicola senza però raggiungere i giornali: se così fosse stato, l'incendio avrebbe avuto conseguenze decisamente più gravi.
Il secondo caso riguarderebbe un negozio cinese in via Toti, che secondo una segnalazione sarebbe stato preso di mira da un giovane uomo munito di una tanica di liquido infiammabile. Il principio d'incendio sarebbe stato spento con l'estintore dal proprietario di un esercizio di ristorazione.
Sabato invece ha preso fuoco lo shop e la cassa del distributore di carburante in via Piave che fa angolo con via Petrarca, chiuso al momento dell'incendio. Erano da poco passate le 13 quando le fiamme hanno iniziato a divampare. Sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco di Merano, Maia Bassa e Quarazze e la Croce bianca, la polizia di Stato (che si occupa delle indagini), i carabinieri e la polizia locale. La zona è stata subito interdetta alla circolazione anche per i fumi tossici che si stavano producendo e per diverse ore è stata pervasa da un forte odore di fumo, provocato dal materiale anche oleoso andato a fuoco. Agendo con prontezza e grande capacità di coordinamento, i pompieri sono riusciti comunque a evitare il peggio, e cioè che le fiamme si propagassero all'area di rifornimento.
Un incendio in un'area abitata e molto frequentata ha posto interrogativi sulla presenza di impianti di distribuzione di carburanti in un centro cittadino. «Sicuramente oggi sarebbe difficile pensare a nuove aree nei centri delle città dove si possano insediare, ma quelli esistenti, essendo di proprietà privata, con diritti acquisiti, senza una base di legge non possono essere spostati», spiega la sindaca Katharina Zeller. I Comuni quindi non hanno leve. Saranno valutati nei prossimi giorni i danni economici subiti dal benzinaio di via Piave.


