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MERANO. I dipendenti Asl sospesi per non essersi vaccinati a Merano sono 57 e tra essi, al momento, non ci sono medici. Una cifra piuttosto elevata che ha reso sicuramente più complessa l’organizzazione del lavoro e i turni. Nella lista ci sono un po’ tutte le categorie: dalle ostetriche (una situazione analoga si è registrata all’ospedale di Bressanone) ai tecnici di radiologia, senza dimenticare psicologi e infermieri.
La buona notizia, in questo contesto, è che 13 dipendenti – davanti alla prospettiva di essere sospesi senza percepire un solo euro – hanno cambiato idea superando l’iniziale scetticismo. Naturalmente ci sono lavori che, anche in ambito ospedaliero, si possono tranquillamente fare a casa e in alcuni casi l’Azienda sanitaria, proprio alla luce della carenza di personale, ha accordato a chi non si è vaccinato la possibilità di continuare a prestare servizio tra le mura domestiche. Esaminando l’elenco dei dipendenti non vaccinati, come provenienza, non emerge una prevalenza di valligiani rispetto ai cittadini come molti sono portati a pensare.
Sul tema abbiamo sentito la dottoressa Irene Pechlaner, direttrice del Comprensorio sanitario di Merano. «Finora - spiega Pechlaner - tra Merano e Silandro abbiamo ricevuto dal Dipartimento di Prevenzione 99 atti di accertamento per non avere adempiuto all'obbligo vaccinale».



