Merano. La campanella suona, ma a tavola non c’è posto per tutti. Degli oltre 3500 alunni delle scuole iscritti al servizio di refezione scolastica, un numero pari a circa 170 bambini e ragazzi dovrà aspettare che qualcuno dei 3345 che invece hanno il pasto assicurato disdica l’iscrizione. Le mense scolastiche scoppiano, nonostante all’amministrazione si possa riconoscere l’impegno nell’implementazione e nel miglioramento del servizio.

Iscrizioni e spazi.

Finora in municipio sono pervenute 3345 iscrizioni al servizio di refezione scolastica, servizio che sarà garantito agli alunni delle elementari, delle medie e delle superiori in 29 mense e sale da pranzo. Il numero copre il 95% delle richieste: il restante 5%, cioè i bambini e i ragazzi iscritti più tardivamente, non è stato accolto per via della capienza degli spazi. Una “lista d’attesa” che potrà svuotarsi man mano in caso di disdette da parte dei beneficiari certi, sempre che qualcuno rinunci. La situazione però migliorerà con la realizzazione di due nuove mense decisa dall’amministrazione comunale, una alle elementari Deflorian e l’altra nella nuova scuola di Sinigo, necessaria pure questa dopo l’introduzione della “settimana corta” che ha avuto ripercussioni, a causa dell’aumento di rientri scolastici, sulla disponibilità di posti in carico al sistema di refezione scolastica.

Diete diverse e sostenibilità.

Ogni anno sono preparati e serviti circa 350 mila pasti. «L’organizzazione della refezione scolastica è un impegno complesso – così, ieri, il vicesindaco Andrea Rossi nel corso di una conferenza stampa in municipio – che implica la necessità di mettere a sistema tre diversi aspetti, vale a dire i cinque punti di cottura comunali, i nove esternalizzati e i tre distributori, mettendo a punto continui adeguamenti e tenendo conto dei vari tipi di dieta la cui segnalazione è stata facilitata dalla modalità di iscrizione, ora obbligatoriamente online». Il servizio riconosce quattro diverse diete per motivi religiosi o culturali, oltre naturalmente a tutte quelle adeguate all’alimentazione di bambini e ragazzi con intolleranze o allergie. «Puntiamo su prodotti locali, possibilmente a chilometro zero, su alimenti sani e sulla varietà del menu – precisa Rossi –. Il risultato è un giudizio buono, da parte delle famiglie, sulla qualità del servizio e dei prodotti. Forse qualche bambino storcerà il naso rispetto al gusto diverso da quello “di casa”, ma collaborando col Servizio dietologico dell’ospedale Tappeiner dobbiamo sottostare a precise indicazioni che incidono su questo aspetto». Durante l’incontro, il sindaco Paul Rösch sottolinea che Merano è una Fair Trade Town (città del commercio equo): «Verifichiamo la provenienza dei prodotti – spiega –. E non va dimenticato che anche nelle mense siamo un comune plastic free, libero dalla plastica monouso».