MOSO IN PASSIRIA. Era un campione, Rémi Bourdelle, leggenda del parapendio e del para-alpinismo. Eppure, mercoledì sera, alle 19.10, ha perso la vita mentre partecipava alla gara di hike & fly Dolomiti Superfly, schiantandosi al suolo a quasi duemila metri di quota, tradito dai cavi di una teleferica per il trasporto del fieno sopra Corvara in Passiria, frazione di Moso. Il suo parapendio si è impigliato, la vela si è sgonfiata e il 34enne francese è precipitato da un'altezza di 60 metri. Mentre sulle circostanze della sua morte le autorità hanno aperto un'indagine, la gara è stata annullata per lutto. È profondo e unanime il cordoglio in quel mondo che unisce il trekking e il volo, la montagna e il cielo. È la prima volta che un pilota muore in una delle principali gare internazionali di hike and fly.

Il percorso e l'incidente

Rémi Bourdelle, che nella gara tra Italia e Germania era supportato dal fratello Adrien, è morto appena 50 minuti prima del riposo obbligatorio per i partecipanti alla Dolomiti Superfly.

Da programma, l'evento si sarebbe dovuto svolgere tra domenica scorsa e il 28 agosto, domani, tra Levico, il rifugio Chierego sul lato veneto del lago di Garda, il castello di Neuschwanstein in Baviera, Canazei, il monte Antelao in Cadore e il ritorno a Levico, per 520 chilometri complessivi. In quaranta si sono presentati alla linea di partenza, tra cui atleti e atlete di alto profilo, e tra loro anche gli altoatesini Aaron Durogati, Tamara Lunger e Patrick Prantl.

L'incidente è avvenuto poco dopo il decollo da passo Rombo, mentre Bourdelle era diretto a sud verso le Dolomiti. Si tratta di un punto di attraversamento molto frequentato, utilizzato dai piloti sia all'andata sia al ritorno del percorso di gara nord-sud. A lanciare l'allarme è stato un cacciatore che si trovava sul versante opposto. La risposta dei servizi di emergenza (il Pelikan 2, il Soccorso alpino Avs di Corvara e il Sagf di Merano, i vigili del fuoco di Corvara) è stata immediata, ma i traumi causati dall'impatto con il suolo sono stati fatali al 34enne francese.

Il cordoglio

Profondamente addolorati, gli organizzatori della gara hanno deciso di annullare la manifestazione «per rispetto di Rémi e dei suoi cari», scrivono in una nota diffusa ieri mattina, «Rémi era uno dei piloti più rispettati e ammirati nella comunità internazionale del parapendio. Le nostre più sincere condoglianze vanno alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi compagni di squadra in questo momento di enorme difficoltà».

In un post sui social, Chrigel Maurer, otto volte campione dell'X-Alps, ha ricordato così Rémi Bourdelle: «Condividevamo la stessa passione per il volo e l'escursionismo in queste competizioni di hiking e volo, più recentemente negli ultimi tre giorni al Dolomiti Super Fly. È profondamente doloroso rendersi conto che non potremo più condividere questi momenti. Il mio pensiero va alla sua famiglia e ai suoi cari».

I rischi del parapendio

Maurer sottolinea i rischi di uno sport tanto affascinante quanto sconosciuto ai più. «In montagna siamo esposti a molti pericoli», osserva, «Cavi e funi rappresentano un rischio significativo e nemmeno le migliori attrezzature di sicurezza possono garantire una protezione completa. Si è trattato di un tragico incidente che sarebbe potuto capitare a chiunque. State attenti».

Gli esperti altoatesini concordano: Rémi Bourdelle ha avuto sfortuna. Il parapendio ha i suoi rischi (di cui atlete e atleti sono ben consapevoli), così come li hanno anche altre attività sportive all'aria aperta, e le gare transfrontaliere non sono più pericolose di voli all'interno dei confini nazionali. Chi pratica questo sport (e il campione francese aveva iniziato con il parapendio all'età di 12 anni) ha dimestichezza con l'aria anche in condizioni generalmente più delicate, come appunto i valichi montani, dove l'orografia gioca un ruolo di primo piano. La velocità di volo si attesta tra i 40 e i 60 chilometri orari (circa la metà della velocità di crociera media di un aliante).

Qualsiasi oggetto in aria può costituire una fonte di rischio. Tra gli osservatori c'è anche chi mette sotto la lente il tema della sicurezza nelle gare transfrontaliere in relazione all'armonizzazione legislativa, dato che le norme sullo spazio aereo possono variare una volta superato il confine. Ad esempio, in materia di segnalazione degli ostacoli nello spazio aereo la legislazione austriaca sarebbe più restrittiva di quella italiana. In Austria, qualsiasi fune o cavo sospeso situato fuori dalle zone aeroportuali è considerato un ostacolo alla navigazione aerea se supera i 10 metri d'altezza dal suolo; sui rilievi, la soglia generale per gli ostacoli fissi parte da 30 metri dal suolo.

In Italia invece, poste le direttive dello Stato maggiore della Difesa, la gestione delle teleferiche forestali è demandata alla legislazione regionale o provinciale: in Alto Adige vige la legge provinciale n. 11 del 2006 («Disciplina degli impianti a fune e prescrizioni per gli ostacoli alla navigazione aerea»), secondo la quale gli ostacoli alla navigazione aerea devono essere comunicati dai gestori alla Ripartizione Servizio forestale, e attraverso tali comunicazioni viene creata una carta digitale aggiornata quotidianamente di tutti gli ostacoli presenti in provincia. Nelle carte digitali che indicano ostacoli al volo sono inserite come ostacoli lineari (quindi anche teleferiche) opere con altezza dal suolo uguale o superiore a 15 metri, e fuori dai centri abitati anche tutti gli ostacoli oltre i 15 metri che abbiano una particolare ubicazione e non siano facilmente riconoscibili.