MERANO. La seconda commissione legislativa ha approvato ieri il disegno di legge provinciale n. 150/17 su Parco Nazionale dello Stelvio, di iniziativa giuntale grazie al blocco Svp che si è schierata compatta per il “sì” (4 voti, 3 le astensioni di Süd-Tiroler Freiheit, Verdi e Freiheitlichen). Ottantacinque gli emendamenti presentati e discussi, a sottolineare la complessità della materia.
Dopo che, nel 2016, è stato sciolto il consorzio tra Stato, Regione Lombardia e Provincie Autonome di Trento e Bolzano istituito nel 1995 per la gestione del Parco, con questa proposta si definisce la gestione amministrativa dell’area che si trova nel territorio altoatesini che comprende 10 Comuni, di cui nove venostani e la Municipalità di Ultimo. La norma elaborata dall’assessore competente in collaborazione e confronto con i Comuni interessati e con il Ministero, definisce la gestione delle diverse zone (riserve generali, riserve generali orientate, aree di protezione ed aree di promozione economica e sociale) tramite un Piano e un Regolamento. Due sono state le difficoltà relative alla norma: da un lato, il fatto che il Ministero intende valutare unitariamente il Regolamento delle varie parti del Parco, e pertanto se la normativa lombarda dovesse tardare, anche per via delle locali elezioni regionali concomitanti a quelle politiche, resterebbe bloccata anche quella altoatesina (quella trentina è già stata emanata, ma anche impugnata in alcune parti); dall’altro, il fatto che a differenza degli altri parchi nazionali, quello dello Stelvio contiene anche paesi abitati: il Comune di Martello, per esempio, vi rientra al 100%. La norma mira quindi a conciliare le necessità di tutela ambientale con i diritti dei contadini, i margini di sviluppo dei paesi e gli spazi per agricoltura e turismo, cercando di garantire ai sindaci margine decisionale sulle zone abitate e i singoli masi senza obbligo di contattare il Ministero.
Dopo che, nel 2016, è stato sciolto il consorzio tra Stato, Regione Lombardia e Provincie Autonome di Trento e Bolzano istituito nel 1995 per la gestione del Parco, con questa proposta si definisce la gestione amministrativa dell’area che si trova nel territorio altoatesini che comprende 10 Comuni, di cui nove venostani e la Municipalità di Ultimo. La norma elaborata dall’assessore competente in collaborazione e confronto con i Comuni interessati e con il Ministero, definisce la gestione delle diverse zone (riserve generali, riserve generali orientate, aree di protezione ed aree di promozione economica e sociale) tramite un Piano e un Regolamento. Due sono state le difficoltà relative alla norma: da un lato, il fatto che il Ministero intende valutare unitariamente il Regolamento delle varie parti del Parco, e pertanto se la normativa lombarda dovesse tardare, anche per via delle locali elezioni regionali concomitanti a quelle politiche, resterebbe bloccata anche quella altoatesina (quella trentina è già stata emanata, ma anche impugnata in alcune parti); dall’altro, il fatto che a differenza degli altri parchi nazionali, quello dello Stelvio contiene anche paesi abitati: il Comune di Martello, per esempio, vi rientra al 100%. La norma mira quindi a conciliare le necessità di tutela ambientale con i diritti dei contadini, i margini di sviluppo dei paesi e gli spazi per agricoltura e turismo, cercando di garantire ai sindaci margine decisionale sulle zone abitate e i singoli masi senza obbligo di contattare il Ministero.

