Merano. «Non bisogna alimentare l’incertezza facendo credere che per la ex Solland il sogno della ripartenza possa realizzarsi», dichiara la segretaria provinciale della Cgil, Cristina Masera, in una nota diffusa ieri a margine dello sciopero totale proclamato dalla Uil. Martedì, a prestare aiuto nel mantenere la sicurezza, sono intervenuti i vigili del fuoco del corpo permanente, sostituiti giorno e notte da quelli volontari di Bolzano, Gries e Oltrisarco-Aslago nella copertura del servizio nel capoluogo.

Poi, su Mb Solar: «L’azienda non ha intenzione di produrre direttamente e di assumersi il rischio di impresa, poiché come Srl ha un apparente capitale registrato di circa 66 mila euro. La Srl ha l’intenzione di creare ad hoc un’altra società che se ne occupi e il cui piano finanziario sarà basato su un capitale proprio, non specificato, con aumenti di capitali a terzi, da identificare, e nell’ordine emissione di prestiti obbligazionari, debito bancario, leasing e fondi per il sostegno all’innovazione, senza specificarne le percentuali. Nella premessa del piano è dichiarato che sulle ipotesi descritte “non si deve fare un indebito affidamento”». Così Stefano Parrichini, segretario provinciale Filctem-Cgil: «Sono l’unico sindacalista che dopo sei aste si sia preoccupato di verificare la possibilità di una ripresa. Nel 2018 soggetti interessati hanno fatto visita alla Solland. Abbiamo creato i presupposti per il versamento del saldo. Abbiamo favorito l’incontro al Mise, nella speranza che ci fossero il compratore, la Provincia e l’acquirente interessato». Per la Cgil ora il tema è il ricollocamento. «Non è opportuno esporre i lavoratori a un rischio di cui si sono viste le conseguenze, né che si sia anteposta un’iniziativa di protesta alla sicurezza della popolazione. E ancora dobbiamo vedere le conseguenze di quanto successo martedì, sperando che questo non aggravi la situazione».

Guarda allo sciopero come a un’eventuale fonte di ulteriore danno per i lavoratori anche Klaus Kaneider, segretario provinciale Femca-Cisl: «Va comunicato un quadro certo, cioè che la giudice fallimentare ha assegnato ad Al Invest i beni residui. Per la politica partecipare a un incontro sarebbe un segnale importante anche sul versante del ricollocamento e dell’offerta di corsi qualificanti. Non ci si può aspettare che ora Kompatscher dica di aver cambiato idea, anzi, grave sarebbe se la Provincia potesse intervenire sulla decisione di una giudice». S.M.