MERANO. Passato circa un anno e mezzo dal suo rifacimento, e sottoposta al collaudo della popolazione, piazza Teatro diventa oggetto delle critiche della Civica per Merano. Nel mirino finiscono i complementi d’arreso urbano. «Sono sempre più i cittadini che si lamentano per alcuni aspetti prettamente architettonici», evidenziano i consiglieri comunali della maggiore forza di opposizione. «Inizialmente per le panchine in acciaio che impedivano letteralmente alle persone di sedersi (bollenti in estate con rischio ustione, e gelide d’inverno con rischio congelamento) poi per le sagome in ferro che dovevano impedire alle auto di entrare nella zona pedonale. Le sedute delle panchine sono state ricoperte da un pannello di legno che inizia già a logorarsi. Le sagome in ferro non impediscono minimamente alle autovetture di posteggiare in piazza, non separano il traffico delle autovetture da quello delle biciclette, visto lo slalom quotidiano effettuato dai ciclisti. Inoltre queste sagome in ferro sono criticate dalla gente e dai turisti in quanto poco eleganti e poco consoni ad una piazza centrale con antistante un edificio storico come il teatro. E sono ora trasformate in veri e propri appoggia-biciclette». Forse, suggerisce la Civica, la loro sostituzione con delle fioriere sarebbe una soluzione più in linea con lo stile della nostra città».

Con tutte e cinque le firme dei consiglieri, la Civica ha messo nero su bianco le considerazioni chiedendo di renderne conto al sindaco con un’interrogazione, nella quale si chiede se l’amministrazione ha interesse a tenere in considerazione il parere dei nostri concittadini e dei molti turisti critici rispetto alle sagome in ferro, se la sostituzione delle stesse con delle fiorerie potrebbe essere considerato un’opzione da prendere in considerazione, se le stesse panchine «che dopo appena un anno mostrano già evidenti i segni di usura» saranno sostituite. «Data l’urgenza e l’importanza dell’argomento trattato - intima il documento - chiediamo che venga rispettato il termine previsto di 30 giorni per avere la risposta scritta». Termine che il regolamento prevede, ma che spesso non viene osservato.