MERANO. Il progetto Sprar, il sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati, con l'accoglienza in piccole unità abitative accompagnate dalla presenza di operatori dei servizi sociali si potrà realizzare nel Burgraviato solamente perché cinque Comuni hanno deciso di mettere a disposizione delle loro proprietà. Questo secondo quanto contenuto nelle delibere approvate nei giorni scorsi dalla giunta del comprensorio presieduta dal sindaco di Scena Alois Kröll. Nessun privato, a quanto pare, si è fatto avanti attraverso l’indagine di mercato che nei mesi scorsi era stata lanciata dai servizi sociali del Burgraviato, nella speranza di trovare riscontro nel libero mercato immobiliare.

Ancora una volta è il Comune di Merano a farsi carico del fardello più grande, mettendo a disposizione tre dei sette alloggi che sono stati complessivamente trovati - anche se, a detta dei responsabili dello Sprar nella comunità comprensoriale, altre Municipalità hanno individuato le abitazioni e i contratti sono prossimi a essere firmati. Merano, non va dimenticato, nella parte ovest della provincia di Bolzano è quel Comune che ospita oltre 70 richiedenti asilo nelle ex case dei lavoratori alla stazione ferroviaria centrale e un'altra cinquantina di persone a casa Arnika all'ingresso sud della città. Con il progetto Sprar il Comune di Merano ha ora deciso di offrire al Burgraviato tre alloggi dislocati in via Lido 34, via Lido 28 e in via Venosta 11/A. Gli altri Comuni che si sono fatti avanti sono Caines con un immobile in via Paese 39, Lagundo con un alloggio in via Sant'Ippolito 19, San Leonardo in Passiria con un alloggio in via Carbonai 72/A e Parcines, che concede a titolo gratuito al Burgraviato 90 metri quadrati in via Stampf 2. Sette appartamenti in tutto che consentiranno di ospitare al massimo una trentina di richiedenti asilo. Diventeranno cinquanta con gli alloggi messi a disposizione a San Martino, Ultimo e Verano. Infine 106, almeno in linea teorica, a pieno regime, quando tutti i Comuni del Burgraviato avranno trovato gli appartamenti. In questa prima fase, i profughi verranno seguiti da quattro operatori appositamente assunti fuori pianta organica dal comprensorio: tre a tempo pieno e uno part time.

Il progetto Sprar avrà una durata di tre anni e si concluderà, stando agli accordi attuali, alla fine del 2020. I quattro operatori hanno invece un contratto a tempo determinato di un anno, in scadenza a febbraio del 2019. Non va neppure sottovalutato l'impegno finanziario che il Burgraviato ha deciso di mettere in questo progetto: per tre anni spenderà 880 mila euro, cifra quasi per intero rimborsata dallo Stato. Obiettivo è quello di riuscire, al termine del triennio, ad aver accompagnato dal punto di vista abitativo e sociale i richiedenti dentro un percorso di integrazione anche lavorativa.

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