MERANO. Un mix di preoccupazione e rabbia. Questo lo stato d’animo che serpeggia tra gli inquilini dei condomini al civico 28 e al 34 di via Lido alla notizia dell’arrivo, nei loro palazzi, di profughi nel contesto dello Sprar (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Saranno in dieci le persone ospitate a Merano in tre diversi appartamenti (il terzo si trova in via Venosta 11/a). Ad aggregare le rimostranze ieri c’era una delegazione di Fratelli d’Italia.

Due i livelli della questione. Il primo riguarda il modus operandi dell’amministrazione comunale, condannato dai residenti dei due caseggiati: il Comune è accusato a di non aveva avvisato nessuno della decisione. Il secondo concerne invece i timori dettati dalla mancanza di informazioni su coloro che diverranno presto nuovi vicini di casa. I condomini hanno anche espresso le loro paure e proteste al vicesindaco Andrea Rossi, ottenendo un incontro per la prossima settimana che però dai più viene considerato sostanzialmente inutile, perché la decisione pare irrevocabile.

Altro fronte che crea dissapori, poi, è la scelta di individuare per lo Sprar alloggi comunali.

«L’amministrazione – ha attaccato Ponticelli di Fratelli d’Italia - dimostra ancora una volta quel menefreghismo che la caratterizza visto che i residenti sono venuti a conoscenza della scelta solo dagli organi di informazione. I signori che hanno deciso hanno minimamente valutato chi andrà ad occupare quegli alloggi e le conseguenze? Si sono posti i problemi di convivenza che verranno a manifestarsi già dalle prime ore? E non vengano a raccontarci la favola dell'inserimento dolce e graduale nella comunità attraverso l'aiuto di volontari».