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MERANO. Apre la via a qualche speranza il percorso intrapreso congiuntamente dalla polizia municipale, dall’amministrazione comunale e dall’Azienda dei servizi municipalizzati per arginare la mancanza di senso civico attraverso un potenziamento dei controlli. Così, una riorganizzazione del personale in forza ai vigili urbani, la comunicazione tra gli enti, la riduzione del numero delle isole ecologiche e in parte anche la solerzia di alcuni cittadini potrebbero rendere più dura la vita a chi ha l’abitudine di abbandonare i propri rifiuti accanto alle campane dell’immondizia sparse sul suolo cittadino.
Via IV Novembre, via Ugo Foscolo, via Karl Wolf, via Wolkenstein e via Damiano Chiesa sono solo alcune delle zone di Merano vessate dal problema. Residenti che non praticando la raccolta differenziata o producendo troppi rifiuti non vogliono pagare un surplus per i troppi svuotamenti del bidoncino di famiglia, turisti poco rispettosi dell’ambiente e della città che li ospita, abitanti di zone diverse da quelle in cui puntualmente lasciano i loro sacchetti. Magari passando in automobile, in velocità, sperando che nessuno li riconosca. E sfoderando pure una certa aggressività quando qualcuno li rimprovera, come attestato anche da Claudio Vitalini, direttore dell’Azienda dei servizi municipalizzati (Asm). «Questo comportamento è diffuso sia tra i cittadini di origine italiana, sia tra quelli di origine straniera, direi in misura proporzionale alla composizione della società. Sono colpite soprattutto le zone più nascoste o meglio raggiungibili in automobile. E l’abbandono avviene in gran misura con la luce del giorno, ecco perché appena i nostri camioncini passano a ripulire le isole ecologiche di tutti i rifiuti “in più” bastano appena due ore perché il problema torni a farsi vedere. Non capisco come sia possibile lasciare per strada lavatrici, arredi, perfino una panca da sollevamento pesi che ho visto pochi giorni fa: il centro di riciclaggio è sempre aperto e gratuito. Certamente in mancanza di senso civico servirebbe più controllo sociale, sempre che appunto non ci si becchi a propria volta una sfuriata da parte del cittadino colto in flagrante», prosegue Vitalini. «Il recente incontro con la polizia municipale però avrà i suoi sviluppi. I vigili saranno riorganizzati in modo da avere una presa più salda anche su questa situazione, mentre da parte nostra comunicheremo loro dove siano le criticità maggiori. Inoltre, abbiamo l’idea di ridurre il numero della isole ecologiche sviluppando i press container, per esempio tra via Toti e via Wolkenstein o in via Leopardi, per disincentivare i comportamenti illeciti. Un po’ come è avvenuto anni fa in via Piave e in via Castel Gatto, dove abbiamo eliminato isole ecologiche che ormai erano divenute degli autentici mostri».
Alcuni si chiedono se le telecamere, un centinaio in totale, funzionino, altri si improvvisano giustizieri e fotografano le targhe delle automobili dei colpevoli. A fare chiarezza interviene il comandante della polizia municipale Fabrizio Piras. «Stiamo attuando una riorganizzazione per avere per il prossimo anno almeno una persona che controlli maggiormente questo fenomeno, applicando le relative sanzioni. In generale, quello incoraggiato dall’assessore competente Zaccaria e dal sindaco Rösch è un percorso di potenziamento dell’organico volto a presidiare il territorio su più fronti, compreso quello dell’abbandono dei rifiuti. Le telecamere sono funzionanti e i filmati che arrivano alla nostra centrale operativa sono sempre sotto controllo. E le segnalazioni dei cittadini sono certamente ben accette, fermo restando che ognuna viene opportunamente verificata vagliando i dati a nostra disposizione, soprattutto i filmati delle telecamere. Così possiamo sanzionare i colpevoli anche a posteriori, dopo i dovuti accertamenti, come è successo diverse volte. Per esempio è successo di riuscire a individuare un cittadino responsabile di aver abbandonato materiale pericoloso in via Marlengo. L’indirizzo a cui inviare fotografie e segnalazioni è polizia@comune.merano.bz.it».
Via IV Novembre, via Ugo Foscolo, via Karl Wolf, via Wolkenstein e via Damiano Chiesa sono solo alcune delle zone di Merano vessate dal problema. Residenti che non praticando la raccolta differenziata o producendo troppi rifiuti non vogliono pagare un surplus per i troppi svuotamenti del bidoncino di famiglia, turisti poco rispettosi dell’ambiente e della città che li ospita, abitanti di zone diverse da quelle in cui puntualmente lasciano i loro sacchetti. Magari passando in automobile, in velocità, sperando che nessuno li riconosca. E sfoderando pure una certa aggressività quando qualcuno li rimprovera, come attestato anche da Claudio Vitalini, direttore dell’Azienda dei servizi municipalizzati (Asm). «Questo comportamento è diffuso sia tra i cittadini di origine italiana, sia tra quelli di origine straniera, direi in misura proporzionale alla composizione della società. Sono colpite soprattutto le zone più nascoste o meglio raggiungibili in automobile. E l’abbandono avviene in gran misura con la luce del giorno, ecco perché appena i nostri camioncini passano a ripulire le isole ecologiche di tutti i rifiuti “in più” bastano appena due ore perché il problema torni a farsi vedere. Non capisco come sia possibile lasciare per strada lavatrici, arredi, perfino una panca da sollevamento pesi che ho visto pochi giorni fa: il centro di riciclaggio è sempre aperto e gratuito. Certamente in mancanza di senso civico servirebbe più controllo sociale, sempre che appunto non ci si becchi a propria volta una sfuriata da parte del cittadino colto in flagrante», prosegue Vitalini. «Il recente incontro con la polizia municipale però avrà i suoi sviluppi. I vigili saranno riorganizzati in modo da avere una presa più salda anche su questa situazione, mentre da parte nostra comunicheremo loro dove siano le criticità maggiori. Inoltre, abbiamo l’idea di ridurre il numero della isole ecologiche sviluppando i press container, per esempio tra via Toti e via Wolkenstein o in via Leopardi, per disincentivare i comportamenti illeciti. Un po’ come è avvenuto anni fa in via Piave e in via Castel Gatto, dove abbiamo eliminato isole ecologiche che ormai erano divenute degli autentici mostri».
Alcuni si chiedono se le telecamere, un centinaio in totale, funzionino, altri si improvvisano giustizieri e fotografano le targhe delle automobili dei colpevoli. A fare chiarezza interviene il comandante della polizia municipale Fabrizio Piras. «Stiamo attuando una riorganizzazione per avere per il prossimo anno almeno una persona che controlli maggiormente questo fenomeno, applicando le relative sanzioni. In generale, quello incoraggiato dall’assessore competente Zaccaria e dal sindaco Rösch è un percorso di potenziamento dell’organico volto a presidiare il territorio su più fronti, compreso quello dell’abbandono dei rifiuti. Le telecamere sono funzionanti e i filmati che arrivano alla nostra centrale operativa sono sempre sotto controllo. E le segnalazioni dei cittadini sono certamente ben accette, fermo restando che ognuna viene opportunamente verificata vagliando i dati a nostra disposizione, soprattutto i filmati delle telecamere. Così possiamo sanzionare i colpevoli anche a posteriori, dopo i dovuti accertamenti, come è successo diverse volte. Per esempio è successo di riuscire a individuare un cittadino responsabile di aver abbandonato materiale pericoloso in via Marlengo. L’indirizzo a cui inviare fotografie e segnalazioni è polizia@comune.merano.bz.it».


