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MERANO. La riforma dell’ippica è partita e Maia guadagna la pole position. L’impianto meranese, infatti, è uno dei soli quattro ippodromi d’Italia – su oltre quaranta - definiti strategici dal decereto ministeriale sulla classificazione degli ippodromi, vale a dire quelli inseriti nella prima delle quattro fasce di graduatoria alla base della riforma. Il risultato, impensabile solo pochi anni fa quando, è un effetto del lavoro a vari livelli svolto dalla Merano Galoppo montata in sella nel 2014. È ancora presto per dare una misura concreta alle ricadute del provvedimento, ma di certo si parla di più corse, maggiori contributi e un più cospicuo montepremi a disposizione. «È un risultato che premia un enorme lavoro di squadra» commenta Giovanni Martone, presidente della società di gestione. «Una squadra che opera con una passione immensa, a partire dal consiglio d’amministrazione fino ai tantissimi volontari, e con risorse limitate. Più che presidente, io mi reputo un allenatore di questo team, se vogliamo un regista». Unita alla recente disponibilità della Provincia, alle attenzioni del Comune, al ritorno del pubblico e ai soldi (oltre 3 milioni) che arriveranno da Roma per contribuire a interventi sulla struttura, la notizia apre prospettive ottimistiche sul futuro di Maia.
La nuova convenzione alla base della riforma dell’ippica, oltremodo necessaria per il rilancio del settore, sarebbe dovuta partire con il 1° gennaio 2017. Posticipata di un anno, è ora in vigore. Gli ippodromi sono stati classificati in quattro categorie a seconda del rispetto o della mancanza di determinati requisiti tecnici e strutturali: dal numero di cavalli partenti che documenta il grado di vitalità dell’attività, alla presenza di punti di ristoro e altri servizi per il pubblico fino all’organizzazione di eventi di carattere internazionale. La Merano Galoppo ha saputo negli ultimi anni accrescere l’interesse nei confronti dell’ippodromo meranese riuscendo così a rispettare i criteri richiesti per essere inserito nella prima fascia, assieme solamente a Milano e Roma (per il galoppo) e a Napoli (per il trotto). Ippodromi metropolitani dunque. «Ci siamo spesi molto per questa riforma – continua Martone – sin dal suo inizio, riuscendo a far riconoscere alla governance ministeriale il ruolo dell’ostacolismo, il cuore della nostra attività, in parallelo a quello del galoppo e del trotto. Vedremo esattamente a quali risorse potremo accedere grazie a questo provvedimento, di sicuro saranno più importanti rispetto a quelle delle altre fasce, e di sicuro saranno tutte investite nello sviluppo dell’impianto e dell’attività per ridare a Maia il ruolo che le compete, quello di un vero e proprio gioiello per l’ippica, per la città e per il turismo. Non avremmo raggiunto questo passaggio che definisco storico senza l’aiuto della politica che ha compreso i nostri sforzi e obiettivi: da Karl Zeller e Hans Berger che nei palazzi romani si sono fatti valere al governatore Arno Kompatscher e all’assessore Arnold Schuler che ci hanno dato il loro supporto, naturalmente anche al sindaco Rösch e ai membri della sua giunta, a partire da Nerio Zaccaria e Gabriela Strohmer».
La nuova convenzione alla base della riforma dell’ippica, oltremodo necessaria per il rilancio del settore, sarebbe dovuta partire con il 1° gennaio 2017. Posticipata di un anno, è ora in vigore. Gli ippodromi sono stati classificati in quattro categorie a seconda del rispetto o della mancanza di determinati requisiti tecnici e strutturali: dal numero di cavalli partenti che documenta il grado di vitalità dell’attività, alla presenza di punti di ristoro e altri servizi per il pubblico fino all’organizzazione di eventi di carattere internazionale. La Merano Galoppo ha saputo negli ultimi anni accrescere l’interesse nei confronti dell’ippodromo meranese riuscendo così a rispettare i criteri richiesti per essere inserito nella prima fascia, assieme solamente a Milano e Roma (per il galoppo) e a Napoli (per il trotto). Ippodromi metropolitani dunque. «Ci siamo spesi molto per questa riforma – continua Martone – sin dal suo inizio, riuscendo a far riconoscere alla governance ministeriale il ruolo dell’ostacolismo, il cuore della nostra attività, in parallelo a quello del galoppo e del trotto. Vedremo esattamente a quali risorse potremo accedere grazie a questo provvedimento, di sicuro saranno più importanti rispetto a quelle delle altre fasce, e di sicuro saranno tutte investite nello sviluppo dell’impianto e dell’attività per ridare a Maia il ruolo che le compete, quello di un vero e proprio gioiello per l’ippica, per la città e per il turismo. Non avremmo raggiunto questo passaggio che definisco storico senza l’aiuto della politica che ha compreso i nostri sforzi e obiettivi: da Karl Zeller e Hans Berger che nei palazzi romani si sono fatti valere al governatore Arno Kompatscher e all’assessore Arnold Schuler che ci hanno dato il loro supporto, naturalmente anche al sindaco Rösch e ai membri della sua giunta, a partire da Nerio Zaccaria e Gabriela Strohmer».


