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MERANO. “Mobilità immobile”: usa un ossimoro l’assessore Madeleine Rohrer per rispondere alle accuse della Civica per Merano sulla gestione della viabilità. Indirettamente si rivolge anche alla Svp che si è accodata alle critiche per i provvedimenti in via di adozione, definiti di “piccola cosmetica viabilistica”. Il concetto base è uno: rinviare le prospettate modifiche alla viabilità dopo l’apertura del secondo lotto della circonvallazione significherebbe, per Rohrer, non avere miglioramenti alla viabilità meranese fino almeno al 2025. Sempre che l’opera stradale più grande di questa Provincia venga realizzata come programmato. «Attendere significa anche chiedere pazienza ai residenti che abitano in vie che fungono da scorciatoie come via Schaffer» afferma l’assessore. «Sono proprio loro a chiedere da anni la calmierazione del traffico attraverso un senso unico. L’immobilismo politico nella mobilità implica la richiesta di un’ulteriore attesa ai giovani studenti che denunciano il traffico veicolare come il pericolo più grande quando vanno a scuola, alle persone anziane ed alle donne che aspettano l’autobus che ancora una volta tarda. Le strade troppo spesso intasate dal traffico, i marciapiedi troppo stretti, i percorsi ciclabili interrotti e gli autobus fantasma sono le conseguenze di una politica che aspettava solamente la realizzazione di una grande infrastruttura. Infrastruttura dal costo di 161 milioni, ultimata la quale è stata promessa anche la chiusura del centro, che però, secondo uno studio del 2007, genererà un aumento del traffico in via Petrarca del 15%».
Più turisti e abitanti. La politica che vorrebbe aspettare il completamento del tunnel MeBo-Passiria senza muoversi, secondo Rohrer avrebbe perso di vista tendenze e sviluppi: residenti e turisti a Merano aumentati considerevolmente e con essi il bisogno di mobilità. «Il traffico giornaliero medio sulle strade provinciali tra il 2014 e il 2015 è cresciuto del 4,6%. Nel trasporto pubblico questo si traduce in una crescita annua del 2,4% mentre a Merano l’offerta dei mezzi pubblici è diminuita non da ultimo per le conseguenza del divieto di transito per i bus in Corso Libertà. L’immobilismo e le non-scelte, hanno avuto come conseguenza l’aumento del traffico e quindi delle code, anche perché le alternative per chi si deve spostare non sono abbastanza affidabili, comode e sicure. Ciò conduce inevitabilmente all’inquinamento acustico e a valori probabilmente troppo elevati di biossido di azoto in ambito urbano che, a loro volta, hanno fatto agire l’agenzia provinciale per l'ambiente, coinvolgendo il Comune di Merano, nell’urgente stesura di un piano d’azione entro aprile 2018».
Salute e sicurezza. La giunta, spiega ancora l’assessore, ha due obiettivi nell’ambito della mobilità: «Il primo è la tutela della salute e l’incremento della sicurezza per tutti gli attori della mobilità. L’introduzione di una vasta zona con il limite dei 30 orari permette di attenuare il rumore di 3 decibel e riduce del 20% il numero dei cittadini esposti e dunque anche le probabilità delle malattie cardiovascolari legate al rumore. È vero, chiediamo a chi va in auto un po' più di pazienza, ma è doveroso garantire il benessere di tutti. Inoltre, l'effetto di un incidente stradale con una macchina che viaggia a 50 km/h è simile ad una caduta da 10 metri, valore che viene ridotto a soli 3,5 metri quando la macchina va invece a 30 km/h. L’aumento della superficie stradale sicura è ancora più importante in una città come Merano, dove spesso manca lo spazio per la costruzione di una pista riservata ai ciclisti».
Tendenze. Il secondo obiettivo («e visione condivisa del programma quinquennale») è l’ampliamento della scelta tra le varie forme di mobilità, attraverso l’incentivo degli spostamenti a piedi e in bicicletta nonché del trasporto pubblico con un potenziamento delle infrastrutture e un'opera di sensibilizzazione. «Parlare in questo contesto di una “guerra agli automobilisti” disconosce che in Italia ed all’estero ormai lo spirito del tempo e la politica di mobilità stanno cambiando: c'è stato lo scandalo del diesel, contiamo 90 mila morti precoci ogni anno in Italia a causa dello smog, c'è il boom della bici elettrica, la graduale pedonalizzazione dei centri storici, le costruzioni di tram e funivie urbane. Le città non vengono più gestite a misura di automobile, ma su misura dei cittadini che le abitano».
Più turisti e abitanti. La politica che vorrebbe aspettare il completamento del tunnel MeBo-Passiria senza muoversi, secondo Rohrer avrebbe perso di vista tendenze e sviluppi: residenti e turisti a Merano aumentati considerevolmente e con essi il bisogno di mobilità. «Il traffico giornaliero medio sulle strade provinciali tra il 2014 e il 2015 è cresciuto del 4,6%. Nel trasporto pubblico questo si traduce in una crescita annua del 2,4% mentre a Merano l’offerta dei mezzi pubblici è diminuita non da ultimo per le conseguenza del divieto di transito per i bus in Corso Libertà. L’immobilismo e le non-scelte, hanno avuto come conseguenza l’aumento del traffico e quindi delle code, anche perché le alternative per chi si deve spostare non sono abbastanza affidabili, comode e sicure. Ciò conduce inevitabilmente all’inquinamento acustico e a valori probabilmente troppo elevati di biossido di azoto in ambito urbano che, a loro volta, hanno fatto agire l’agenzia provinciale per l'ambiente, coinvolgendo il Comune di Merano, nell’urgente stesura di un piano d’azione entro aprile 2018».
Salute e sicurezza. La giunta, spiega ancora l’assessore, ha due obiettivi nell’ambito della mobilità: «Il primo è la tutela della salute e l’incremento della sicurezza per tutti gli attori della mobilità. L’introduzione di una vasta zona con il limite dei 30 orari permette di attenuare il rumore di 3 decibel e riduce del 20% il numero dei cittadini esposti e dunque anche le probabilità delle malattie cardiovascolari legate al rumore. È vero, chiediamo a chi va in auto un po' più di pazienza, ma è doveroso garantire il benessere di tutti. Inoltre, l'effetto di un incidente stradale con una macchina che viaggia a 50 km/h è simile ad una caduta da 10 metri, valore che viene ridotto a soli 3,5 metri quando la macchina va invece a 30 km/h. L’aumento della superficie stradale sicura è ancora più importante in una città come Merano, dove spesso manca lo spazio per la costruzione di una pista riservata ai ciclisti».
Tendenze. Il secondo obiettivo («e visione condivisa del programma quinquennale») è l’ampliamento della scelta tra le varie forme di mobilità, attraverso l’incentivo degli spostamenti a piedi e in bicicletta nonché del trasporto pubblico con un potenziamento delle infrastrutture e un'opera di sensibilizzazione. «Parlare in questo contesto di una “guerra agli automobilisti” disconosce che in Italia ed all’estero ormai lo spirito del tempo e la politica di mobilità stanno cambiando: c'è stato lo scandalo del diesel, contiamo 90 mila morti precoci ogni anno in Italia a causa dello smog, c'è il boom della bici elettrica, la graduale pedonalizzazione dei centri storici, le costruzioni di tram e funivie urbane. Le città non vengono più gestite a misura di automobile, ma su misura dei cittadini che le abitano».


