Merano. Oltre cento spettatori in più, quest’anno, per il festival Meranojazz, recentemente andato in scena al centro culturale Kimm, a Maia Bassa, per la sua 23esima edizione.

«Un evento come Meranojazz – spiega il vicesindaco e assessore alla cultura Andrea Rossi – non può essere ovviamente paragonato a un concerto pop o rock, né tantomeno a rassegne di più ampio respiro e con un calendario di appuntamenti più guarnito. È proprio il format particolare di questa manifestazione (organizzata dal Comune in collaborazione con l’associazione Muspilli e col Teatro Stabile di Bolzano) a piacere agli appassionati di questo genere musicale e a riscuotere un sempre maggiore successo. E lo dimostrano le statistiche: quest’anno ai tre concerti di Ivan Lins, del Linda Oh Quartet e di Bobby Previte, ospitati al Kimm, hanno assistito 431 spettatori. Nel 2018, in altrettanti concerti, ne avevamo contati 321».

Buon successo anche per corsi e saggi finali dell’Accademia jazz, svoltasi sotto la direzione artistica del pianista meranese Franco D’Andrea e di Ewald Kontschieder. L’edizione 2019 si è concentrata sulla musica dell’Africa occidentale. Resident artist è stato Ray Anderson, uno dei più famosi trombonisti a livello mondiale.