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MERANO. I sindacati hanno proseguito, ieri mattina con uno stand allestito in via Cassa di Risparmio, la raccolta di firme per un intervento della giunta comunale onde sistemare la sede che ospita la mensa sociale. Numerosi i cittadini che hanno sottoscritto la petizione, già in corso da qualche tempo, contro l'attuale condizione della mensa che si trova in uno spazio considerato angusto e poco aerato, nascosto in una galleria. La mensa è stata spostata da via Verdi a via Mainardo col passaggio della gestione alla società Arma, circa un anno e mezzo fa. Inizialmente il Comune aveva garantito più volte che avrebbe cercato un locale più adatto al pranzo e alla socialità, ma le promesse sono cadute nel vuoto. Tanto che in un mese e mezzo Cgil, Cis, Uil e Asgb hanno raccolto diverse decine di firme, che prossimamente saranno conteggiate e presentate al sindaco Paul Rösch e all’assessore al sociale Stefan Frötscher. Ieri mattina altre firme si sono aggiunte all'elenco già lungo.
Concluso il contratto di gestione stipulato con la Caritas, a vincere la gara d’appalto – con inizio del servizio nell’agosto del 2017 – era stata la società Arma, che ha messo a disposizione del servizio di mensa sociale un locale della galleria di via Mainardo. Fin dall’inizio gli utenti hanno lamentato un calo della qualità e della quantità dei pasti (precotti, vista l’assenza di una cucina in loco), a cui si aggiunge la scarsa aerazione, fatta salva la porta d’ingresso. «È una presa in giro indecorosa e inaccettabile - dicono i sindacati - perchè il Comune di Merano continua ad appaltare per risparmiare sui costi. L'appaltatore per non rimetterci si rifà poi sui cittadini».(e.d.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Concluso il contratto di gestione stipulato con la Caritas, a vincere la gara d’appalto – con inizio del servizio nell’agosto del 2017 – era stata la società Arma, che ha messo a disposizione del servizio di mensa sociale un locale della galleria di via Mainardo. Fin dall’inizio gli utenti hanno lamentato un calo della qualità e della quantità dei pasti (precotti, vista l’assenza di una cucina in loco), a cui si aggiunge la scarsa aerazione, fatta salva la porta d’ingresso. «È una presa in giro indecorosa e inaccettabile - dicono i sindacati - perchè il Comune di Merano continua ad appaltare per risparmiare sui costi. L'appaltatore per non rimetterci si rifà poi sui cittadini».(e.d.)
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