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Merano. La sorte dell’ex Solland si sta per compiere. E a Sinigo ignoti affiggono al tronco di un albero il necrologio della fabbrica: più che sarcastico, livido di rabbia, denso di accuse che più volte trapassano il limite della querela.
Accuse rivolte al presidente della Memc e al direttore della Solland, al presidente della giunta provinciale, al segretario generale della Provincia, al sindaco, alla curatela fallimentare, al commissario del governo, alla Procura, ai partiti italiani in giunta, ai sindacati provinciali, a EcoCenter e ai vincitori del bando per l’acquisto con obbligo di bonifica, la Al Invest. Non manca nessuno degli attori che nel corso dell’ultimo anno sono stati coinvolti nella vicenda della fabbrica.
Intanto, nello stabilimento si sta procedendo alla fase preparatoria al completamento dello svuotamento, che secondo le previsioni potrebbe concludersi per la fine di giugno.
Il volantino anonimo.
Un foglio A4 incollato a un albero nella piazza di Sinigo. Questa volta, però, non è la richiesta di lavoro di qualcuno che ha deciso di affiggere a un albero la richiesta di un impiego o la offerta di un servizio. Qui si parla di ex Solland, o ex Montecatini, dipende dai punti di vista: argomento caldo che difficilmente si lascerà spegnere, come invece sta accadendo per gli impianti di via Nazionale che per decenni hanno rappresentato un gioiello per la biochimica italiana.
Impossibile riproporre tutto quello che questo cartello intende riassumere in poche righe: «Dopo cinque anni di resistenza alle cure palliative provinciali e nonostante almeno due investitori certificati dal governo italiano pronti a ripartire con la produzione, è infine deceduta la Solland ex Memc, fabbrica storica e punto di riferimento della comunità italiana di Sinigo e del meranese».
E da qui in poi, una serie di pesantissime accuse. “Colpiti” soggetti come i vari direttori della fabbrica, il presidente Kompatscher, il sindaco di Merano, ma anche il curatore fallimentare, il Commissariato del governo, la Procura, i partiti italiani in giunta comunale, i sindacati, chi amministra lo spegnimento degli impianti e chi rileverà gli impianti. A ognuno di questi soggetti sono associate parole di biasimo.
Insomma, una questione, quella della fabbrica di Sinigo, che rischia di essere uno dei temi caldi della campagna elettorale. Circa 2300 gli elettori del borgo, i cui voti andranno sicuramente a pesare nella composizione del prossimo consiglio comunale.
Che cosa succede in fabbrica.
Dopo l’ultimo incontro con Kompatscher, EcoCenter e sindacati lo sciopero sembra definitivamente sospeso. Nello stabilimento di via Nazionale l’attività lavorativa è ripresa e le sigle sindacali non hanno più comunicato nulla all’azienda.
Ma perché non si vedono più camion varcare il cancello carichi di silani? «Ora siamo in una fase di preparazione agli svuotamenti veri e propri – chiarisce Guglielmo Concer, presidente di EcoCenter –. All’interno della fabbrica, il clorosilano è contenuto in parte in cisterne, ma soprattutto si trova nei circuiti, chilometri di tubazione il cui contenuto va messo nelle cisterne. Se non ci saranno intoppi cominceremo a svuotare a febbraio e in quattro o cinque mesi, vale a dire entro la fine di giugno, speriamo che il lavoro possa dirsi concluso».
Nel frattempo cominciano i corsi di formazione per diventare conducenti di autobus. Scorno sui social: «Ingegneri e tecnici altamente specializzati diventeranno autisti Sasa», scrive un’utente. Interviene anche la giunta: l’altro giorno il sindaco Paul Rösch e l’assessore al lavoro Diego Zanella (Pd) hanno incontrato una delegazione di lavoratori ex Solland e promesso loro che si adopereranno per un ricollocamento tempestivo e che rispecchi le competenze delle maestranze. S.M./J.M.
Accuse rivolte al presidente della Memc e al direttore della Solland, al presidente della giunta provinciale, al segretario generale della Provincia, al sindaco, alla curatela fallimentare, al commissario del governo, alla Procura, ai partiti italiani in giunta, ai sindacati provinciali, a EcoCenter e ai vincitori del bando per l’acquisto con obbligo di bonifica, la Al Invest. Non manca nessuno degli attori che nel corso dell’ultimo anno sono stati coinvolti nella vicenda della fabbrica.
Intanto, nello stabilimento si sta procedendo alla fase preparatoria al completamento dello svuotamento, che secondo le previsioni potrebbe concludersi per la fine di giugno.
Il volantino anonimo.
Un foglio A4 incollato a un albero nella piazza di Sinigo. Questa volta, però, non è la richiesta di lavoro di qualcuno che ha deciso di affiggere a un albero la richiesta di un impiego o la offerta di un servizio. Qui si parla di ex Solland, o ex Montecatini, dipende dai punti di vista: argomento caldo che difficilmente si lascerà spegnere, come invece sta accadendo per gli impianti di via Nazionale che per decenni hanno rappresentato un gioiello per la biochimica italiana.
Impossibile riproporre tutto quello che questo cartello intende riassumere in poche righe: «Dopo cinque anni di resistenza alle cure palliative provinciali e nonostante almeno due investitori certificati dal governo italiano pronti a ripartire con la produzione, è infine deceduta la Solland ex Memc, fabbrica storica e punto di riferimento della comunità italiana di Sinigo e del meranese».
E da qui in poi, una serie di pesantissime accuse. “Colpiti” soggetti come i vari direttori della fabbrica, il presidente Kompatscher, il sindaco di Merano, ma anche il curatore fallimentare, il Commissariato del governo, la Procura, i partiti italiani in giunta comunale, i sindacati, chi amministra lo spegnimento degli impianti e chi rileverà gli impianti. A ognuno di questi soggetti sono associate parole di biasimo.
Insomma, una questione, quella della fabbrica di Sinigo, che rischia di essere uno dei temi caldi della campagna elettorale. Circa 2300 gli elettori del borgo, i cui voti andranno sicuramente a pesare nella composizione del prossimo consiglio comunale.
Che cosa succede in fabbrica.
Dopo l’ultimo incontro con Kompatscher, EcoCenter e sindacati lo sciopero sembra definitivamente sospeso. Nello stabilimento di via Nazionale l’attività lavorativa è ripresa e le sigle sindacali non hanno più comunicato nulla all’azienda.
Ma perché non si vedono più camion varcare il cancello carichi di silani? «Ora siamo in una fase di preparazione agli svuotamenti veri e propri – chiarisce Guglielmo Concer, presidente di EcoCenter –. All’interno della fabbrica, il clorosilano è contenuto in parte in cisterne, ma soprattutto si trova nei circuiti, chilometri di tubazione il cui contenuto va messo nelle cisterne. Se non ci saranno intoppi cominceremo a svuotare a febbraio e in quattro o cinque mesi, vale a dire entro la fine di giugno, speriamo che il lavoro possa dirsi concluso».
Nel frattempo cominciano i corsi di formazione per diventare conducenti di autobus. Scorno sui social: «Ingegneri e tecnici altamente specializzati diventeranno autisti Sasa», scrive un’utente. Interviene anche la giunta: l’altro giorno il sindaco Paul Rösch e l’assessore al lavoro Diego Zanella (Pd) hanno incontrato una delegazione di lavoratori ex Solland e promesso loro che si adopereranno per un ricollocamento tempestivo e che rispecchi le competenze delle maestranze. S.M./J.M.


