MERANO. Le paure degli abitanti di Sinigo e in particolare di Borgo Vittoria sull’innalzamento della falda freatica sotto la frazione trovano, dopo le pressioni dei residenti andate montando negli ultimi tempi, una risposta dal Comune: l’amministrazione ha deciso di assegnare a un professionista uno studio idrogeologico per chiarire la situazione e per verificare lo stato di smaltimento delle acque di bonifica. L’incarico dovrà sgombrare dubbi e scacciare fantasmi: la falda – anzi le falde, visto che ve ne sono una più profonda e una più superficiale – possono davvero creare problemi che vanno al di là di qualche cantina allagata nei condomini attorno a piazza Vittorio Veneto? Il livello dell’acqua può davvero minare la stabilità dei caseggiati che contornano la piazza stessa?

L’incubo della palude, sulla cui bonifica è sorta Sinigo sul finire degli anni Venti, era tornato a materializzarsi la scorsa estate in occasione degli scavi per la posa del teleriscaldamento, quando l’acqua era affiorata senza che l’escavatore dovesse arrivare in profondità: era bastato circa un metro, dopodiché per lavorare gli operai hanno avuto bisogno di azionare le pompe. Altri indizi, interpretati da chi conosce la storia e la geografia della zona come segni inequivocabili, avevano moltiplicato le inquietudini: per esempio l’inclinazione di alcuni platani, o le infiltrazioni rilevate nel colonnato dell’edificio che ospita la banca. Insomma, a Sinigo c’è il timore di “affondare” e la colpa sarebbe da imputare, parallelamente alle scelte urbanistiche che hanno consentito l’innalzamento di nuovi edifici residenziali, al progressivo smantellamento del complesso progetto di bonifica realizzato novant’anni fa e fatto di dreni, fosse, canali, di un’idrovora e di pendenze dei terreni che regolavano il sistema di drenaggio idraulico del territorio. Anche l’inattività della Solland, con la conseguente perdita degli attingimenti ad opera della fabbrica, potrebbe avere parte in causa. Fatto sta che l’acqua sembra proprio non trovare più la via di sfogo.

Così, nei recenti incontri con cui l’amministrazione ha voluto coinvolgere la popolazione per dare contenuto al piano di recupero della borgata, sì è parlato sì di estetica della piazza, di viabilità, di parcheggi, della legittimità delle casupole retrostanti i caseggiati di piazza Vittoria. Ma è emersa chiara e netta, soprattutto, la richiesta dei residenti di garanzie sulla sicurezza delle loro case.

Della questione dello smaltimento della acque piovane si sono occupati anche i membri di un gruppo di lavoro appositamente insediato. I tecnici hanno rilevato che la complessità del fenomeno va ben oltre la semplice risistemazione della piazza. Sulla base dei risultati, il Comune ha comunicato che il piano di recupero verrà integrato con una nuova norma specifica che riguarderà le aree dietro i fabbricati posti sul lato sud della piazza, nel tentativo di evitare il ripetersi di certi errori. Nel frattempo, lo studio idrogeologico richiederà approfondite misurazioni in loco e il monitoraggio prolungato della consistenza e dei movimenti della falda più superficiale.