SOLDA. La Procura di Bolzano ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di valanga colposa a carico dei due freerider (probabilmente stranieri) che mercoledì hanno "tagliato" intenzionalmente un ripido pendio a Solda nonostante l'elevato rischio slavine (grado 4).

La neve era ancora fresca e pochi istanti dopo il loro passaggio - con una serpentina che lascia intendere che si tratti di due professionisti - è scesa una valanga di grandi dimensioni che si è fermata poco distante da alcuni sciatori che aspettavano alla stazione a valle della seggiovia "Des Alpes". Sul posto ieri il comandante della compagnia di Silandro Filippo Giacchero che sta informando passo per passo sulle indagini il pm Igor Secco.

Il Codice penale prevede condanne minime di 5 anni

L'articolo 426 del Codice penale prevede pene pesanti per «chiunque cagiona un'inondazione, una frana, ovvero la caduta di una valanga». A seconda dei casi è prevista, infatti, la reclusione da 5 a 12 anni. Nel caso in questione è difficile provare il dolo ma la colpa appare evidente. Di sicuro i due freerider, per il solo scopo di divertirsi e di sciare nella neve freschissima, hanno deciso di correre il rischio di provocare una valanga. Trattandosi di sciatori esperti - probabilmente professionisti del freeride a giudicare dallo stile impeccabile - appare del tutto improbabile che non avessero considerato le conseguenze della loro azione avventata.

Il responsabile degli impianti: «Sono professionisti che cercavano proprio quello»

«Sono professionisti alla ricerca proprio di quel tipo di situazione - ha commentato il responsabile degli impianti di Solda - I due hanno deliberatamente attraversato il pendio per provocare la valanga». In quest'ultimo caso potrebbe profilarsi anche l'ipotesi di reato più grave di valanga dolosa, più difficile da provare in aula. «Il video mostra i due freerider che fuggono dalla valanga e sfrecciano via praticamente in verticale. Non tutti possono sciare in questo modo, nemmeno un maestro di sci». Chiunque cerchi sfide di questo tipo dovrebbe farlo a proprio rischio «ma non in una stazione sciistica, dove è espressamente vietato, accanto agli impianti». In base al racconto degli addetti ai lavori i due non hanno messo a repentaglio solo la loro vita con una condotta scellerata, ma anche quella di alcuni turisti e residenti che aspettavano alla stazione a valle della seggiovia. La valanga si è fermata proprio lì. Gli sciatori in attesa sono stati sorpresi da quest'enorme massa di neve caduta improvvisamente ma se la sono cavata con uno spavento. I due "professionisti" del fuoripista - probabilmente stranieri che hanno fatto subito perdere le loro tracce - rischiano grosso. I carabinieri di Silandro, ieri sul posto, sono cautamente ottimisti. Tra telecamere, skipass e parcheggi si confida di arrivare a breve ai due responsabili della slavina.