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Merano. Sei posti di lavoro soppressi alla Solland. Amara sorpresa per i lavoratori che ieri mattina si sono presentati allo stabilimento di Sinigo per proseguire nelle attività come concordato in seguito all’incontro di lunedì tra il presidente della Provincia Arno Kompatscher, il board di Eco Center e le segreterie regionali dei sindacati, accompagnate dai rappresentanti di categoria.
A ridosso della decisione dei lavoratori di sospendere lo sciopero, con una raccomandata la inhouse di Provincia e Comuni ha sospeso dall’incarico un numero di dipendenti in eccedenza rispetto a quanti ne servono per le operazioni necessarie per dismettere la fabbrica. Il tutto a due giorni dal tavolo di mediazione previsto per giovedì: di qui la decisione degli operai di disertare l’incontro.
Sospesi con retribuzione.
“Per ragioni tecnico-organizzative il suo posto di lavoro è stato soppresso”, così esordisce la raccomandata datata 17 dicembre e consegnata a mano a sei lavoratori. “Per evitare di attivare le procedure previste in tale evenienza, la società si sta attivando con le autorità per rendere operativo un percorso di ricollocazione. In attesa di predisporre quanto necessario per la ricollocazione, Lei è sospeso con retribuzione a far data dalla presente e fino a data da definire e che le sarà comunicata”.
A riceverla, Giuseppe Dalla Costa, Mauro Vanzetto, Manuel Poniz, Michael Gellon, Luca Di Guida e Massimo Felolo, «tutti quadri e tecnici specializzati», precisa l’ex rsa Raffaele Falasca. Non è dato sapere se percepiranno la retribuzione piena o lo stipendio base: interpellato, il capo del personale Colonna riferisce di non poter rilasciare dichiarazioni.
Come da ordinanza.
Telefoni roventi, ieri. Il Tg 3 locale delle 14 riferisce di «un’iniziativa personale del direttore Marco Palmitano». Così anche il segretario provinciale confederale della Uil Toni Serafini. Fa chiarezza in un secondo momento il presidente di Eco Center Gugliemo Concer: l’iniziativa è stata presa in concerto da lui, dal direttore, dall’avvocatura e dal capo del personale della controllata, in osservanza dell’ordinanza con cui si prevede la progressiva riduzione dei posti di lavoro a mano a mano che la mole di operazioni si assottiglia. «Siamo obbligati a mantenere solo la manodopera strettamente necessaria – spiega Concer –. Ma abbiamo scelto di intraprendere la via meno dolorosa possibile, cioè il mantenimento della retribuzione e l’erogazione di corsi di formazione, un impegno gravoso che a dire il vero nemmeno sarebbe tra i nostri compiti. Abbiamo sempre rispettato lo Statuto dei lavoratori e cercato di arrivare a decisioni condivise».
I vigili del fuoco del corpo permanente di Bolzano ieri erano ancora nello stabilimento per mantenerlo in sicurezza. Per svuotare i silani serviranno tre mesi, per ripulire le tubazioni ce ne vorranno ancora uno o due, con incarico a una ditta specializzata esterna. La UilTec ha diffuso lunedì una lettera in cui accordava la sospensione dello sciopero, ma a Eco Center, che per prepararsi allo sciopero totale cominciato il 10 dicembre ha avuto qualcosa come 15 ore (contando la notte), ancora non è arrivata alcuna disdetta dell’azione, fa sapere il presidente. «Va tenuto bene a mente che siamo una società pubblica che deve rendere conto nel pubblico».
«Pagheranno tutti».
Alla Solland la tensione si taglia col coltello. Perché sospendere proprio ora, a due giorni dal tavolo di mediazione tra operai, presidente della Provincia e sindacati in calendario per domani pomeriggio? «Dal punto di vista sostanziale non cambia nulla, ma è comunque benzina sul fuoco», risponde Serafini. Più tardi, sentito il presidente di Eco Center Guglielmo Concer, dirà che «è un problema di metodo. L’azienda non ha capito che con l’incontro di ieri si sarebbe adottata una gestione condivisa. La riqualificazione la si fa assieme, sindacati ed Eco Center, non in maniera unilaterale. Ora l’importante è dare ai 52 lavoratori Solland una vera alternativa – riprende il segretario Uil –. Cinque di loro continueranno in Eco Center, per gli altri si sta cercando nelle imprese pubbliche, Sasa, Alperia. Da parte dei lavoratori auspico che l’incontro di giovedì resti in calendario». «Se lo facessero loro, il tavolo – risponde Falasca –. Noi domattina (oggi, ndr) saremo in Procura a chiedere del nostro esposto, e giovedì faremo un’azione a palazzo Widmann. Ma di sicuro a quel tavolo non ci saremo». C’è maretta tra il segretario confederale e il nuovo rappresentante UilTec dei chimici. Falasca accusa i tre confederali (Masera, Mayr e Serafini) di essersi presentati all’incontro con Kompatscher di lunedì senza prima chiamare gli operai. «Tutti dovranno pagare per le loro malefatte, nessuno escluso».
L’interrogazione.
Il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia – Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì ha presentato un’interrogazione urgente a Kompatscher per sapere chi si occuperà di svolgere all’interno della fabbrica le mansioni dei tecnici specializzati sospesi e se la Provincia, che ad Ecocenter ha affidato l’incarico, fosse a conoscenza già lunedì delle sospensioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A ridosso della decisione dei lavoratori di sospendere lo sciopero, con una raccomandata la inhouse di Provincia e Comuni ha sospeso dall’incarico un numero di dipendenti in eccedenza rispetto a quanti ne servono per le operazioni necessarie per dismettere la fabbrica. Il tutto a due giorni dal tavolo di mediazione previsto per giovedì: di qui la decisione degli operai di disertare l’incontro.
Sospesi con retribuzione.
“Per ragioni tecnico-organizzative il suo posto di lavoro è stato soppresso”, così esordisce la raccomandata datata 17 dicembre e consegnata a mano a sei lavoratori. “Per evitare di attivare le procedure previste in tale evenienza, la società si sta attivando con le autorità per rendere operativo un percorso di ricollocazione. In attesa di predisporre quanto necessario per la ricollocazione, Lei è sospeso con retribuzione a far data dalla presente e fino a data da definire e che le sarà comunicata”.
A riceverla, Giuseppe Dalla Costa, Mauro Vanzetto, Manuel Poniz, Michael Gellon, Luca Di Guida e Massimo Felolo, «tutti quadri e tecnici specializzati», precisa l’ex rsa Raffaele Falasca. Non è dato sapere se percepiranno la retribuzione piena o lo stipendio base: interpellato, il capo del personale Colonna riferisce di non poter rilasciare dichiarazioni.
Come da ordinanza.
Telefoni roventi, ieri. Il Tg 3 locale delle 14 riferisce di «un’iniziativa personale del direttore Marco Palmitano». Così anche il segretario provinciale confederale della Uil Toni Serafini. Fa chiarezza in un secondo momento il presidente di Eco Center Gugliemo Concer: l’iniziativa è stata presa in concerto da lui, dal direttore, dall’avvocatura e dal capo del personale della controllata, in osservanza dell’ordinanza con cui si prevede la progressiva riduzione dei posti di lavoro a mano a mano che la mole di operazioni si assottiglia. «Siamo obbligati a mantenere solo la manodopera strettamente necessaria – spiega Concer –. Ma abbiamo scelto di intraprendere la via meno dolorosa possibile, cioè il mantenimento della retribuzione e l’erogazione di corsi di formazione, un impegno gravoso che a dire il vero nemmeno sarebbe tra i nostri compiti. Abbiamo sempre rispettato lo Statuto dei lavoratori e cercato di arrivare a decisioni condivise».
I vigili del fuoco del corpo permanente di Bolzano ieri erano ancora nello stabilimento per mantenerlo in sicurezza. Per svuotare i silani serviranno tre mesi, per ripulire le tubazioni ce ne vorranno ancora uno o due, con incarico a una ditta specializzata esterna. La UilTec ha diffuso lunedì una lettera in cui accordava la sospensione dello sciopero, ma a Eco Center, che per prepararsi allo sciopero totale cominciato il 10 dicembre ha avuto qualcosa come 15 ore (contando la notte), ancora non è arrivata alcuna disdetta dell’azione, fa sapere il presidente. «Va tenuto bene a mente che siamo una società pubblica che deve rendere conto nel pubblico».
«Pagheranno tutti».
Alla Solland la tensione si taglia col coltello. Perché sospendere proprio ora, a due giorni dal tavolo di mediazione tra operai, presidente della Provincia e sindacati in calendario per domani pomeriggio? «Dal punto di vista sostanziale non cambia nulla, ma è comunque benzina sul fuoco», risponde Serafini. Più tardi, sentito il presidente di Eco Center Guglielmo Concer, dirà che «è un problema di metodo. L’azienda non ha capito che con l’incontro di ieri si sarebbe adottata una gestione condivisa. La riqualificazione la si fa assieme, sindacati ed Eco Center, non in maniera unilaterale. Ora l’importante è dare ai 52 lavoratori Solland una vera alternativa – riprende il segretario Uil –. Cinque di loro continueranno in Eco Center, per gli altri si sta cercando nelle imprese pubbliche, Sasa, Alperia. Da parte dei lavoratori auspico che l’incontro di giovedì resti in calendario». «Se lo facessero loro, il tavolo – risponde Falasca –. Noi domattina (oggi, ndr) saremo in Procura a chiedere del nostro esposto, e giovedì faremo un’azione a palazzo Widmann. Ma di sicuro a quel tavolo non ci saremo». C’è maretta tra il segretario confederale e il nuovo rappresentante UilTec dei chimici. Falasca accusa i tre confederali (Masera, Mayr e Serafini) di essersi presentati all’incontro con Kompatscher di lunedì senza prima chiamare gli operai. «Tutti dovranno pagare per le loro malefatte, nessuno escluso».
L’interrogazione.
Il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia – Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì ha presentato un’interrogazione urgente a Kompatscher per sapere chi si occuperà di svolgere all’interno della fabbrica le mansioni dei tecnici specializzati sospesi e se la Provincia, che ad Ecocenter ha affidato l’incarico, fosse a conoscenza già lunedì delle sospensioni.
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