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MERANO. Entro la fine dell'anno scolastico in Provincia di Bolzano restano da vaccinare almeno 80 mila pazienti tra bambini, neonati a studenti fino a 16 anni. La legge nazionale che estende a dieci nuovi vaccini l'obbligo per i figli delle famiglie residenti anche in Alto Adige, oltre ad aver provocato la reazione dei cosiddetti “no vax”, il movimento contrario alle vaccinazioni in genere, sta mettendo anche a dura prova la sanità provinciale. Nei mesi scorsi dal nostro giornale era stato il pediatra Manfred Pircher a intervenire, sostenendo che molto si doveva fare a livello culturale e di informazione, ma che tutto sarebbe stato anche più semplice se l'Azienda sanitaria unica avesse consentito anche ai pediatri di famiglia di effettuare le vaccinazioni nei loro ambulatori o anche nella sede dei distretti senza dover ricorrere al complicato sistema delle prenotazioni. Detto, fatto. Anche se i tempi della burocrazia provinciale hanno impiegato tre mesi per arrivare al primo risultato. Con un accordo sottoscritto dall'Asl e dai sindacati dei medici pediatri, l'altro giorno l'Azienda sanitaria ha pubblicato la delibera che autorizza la vaccinazione dei bambini e dei ragazzi presso i pediatri. Ma attenzione non presso gli ambulatori di tutti, bensì solo di quelli che liberamente si sono messi a disposizione. E la sorpresa legata al provvedimento sta proprio qui. Non tutti i pediatri si sono dichiarati disponibili a vaccinare assieme ai distretti sanitari i bambini e i ragazzi in età scolare fino a 16 anni di età. Nel comprensorio sanitario di Merano i pediatri che dal primo gennaio effettueranno le vaccinazioni sono solo sette: si tratta dei dottiri Richard Wolfsgruber, Daniela Marchi, Fabio Zanella, Gerhard Hoelzl, Valentina Senoner, Manfred Pircher e Martin Stampfer. Con il provvedimento firmato dal direttore generale dell'Asl Thomas Schael si punta a coprire gli 80 mila bambini e ragazzi che mancano all'appello entro la fine dell'anno scolastico. L'accordo scadrà alla fine del mese di agosto del 2018. Per ogni ora di sedute vaccinali che i sette pediatri di famiglia effettueranno per libera scelta l'Azienda sanitaria verserà loro poco più di 71 euro all'ora. Con il provvedimento si punta a superare anche le paure che in particolare in alcune zone delle vallate più lontane (si pensi ad esempio alla alta val d'Ultimo) hanno convinto le famiglie a rifiutare la vaccinazione dei figli.


