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Merano. Dalla cassetta della posta fa capolino un sorriso rassicurante sotto una massa ordinata di capelli bianchi e un paio di occhiali neri, squadrati, che con quella cravatta larga restituiscono l’impressione di solidità del candidato che nei piani della Svp dovrebbe riportare a casa lo scettro di sindaco. Il viso appoggiato a una mano. La fede al dito, perché quello nella foto è un uomo di famiglia. E un alacre imprenditore: “Lavoriamo insieme!”, lo slogan sotto il suo nome. No, non alla Dr. Schär, sebbene gli elementi del mondo dell’imprenditoria sudtirolese ci siano tutti.
Richard Stampfl chiede agli indecisi, agli elettori smarriti nel 2015 – pure italiani, la brochure è bilingue – di lavorare insieme a lui, cioè di mettere una croce sul suo nome. D’altronde è un imprenditore di successo. Infatti ha già pronto tutto un programma assai rasserenante per chiunque in questi giorni abbia sfogliato quel cartoncino patinato dalla grafica tanto semplice da comunicare una pacifica seriosità, appena vivacizzata dall’immagine di uno Stampfl che ci invita a bere il caffè insieme a lui.
Se lo sfidante Paul Rösch, uscito vittorioso dal ballottaggio con Gerhard Gruber nel 2015, è una persona del mondo della cultura e dell’ambientalismo, Stampfl si qualifica piuttosto come l’uomo delle associazioni e dell’imprenditoria: «Le molteplici esperienze che ho raccolto nel corso della mia vita professionale e nelle diverse attività di volontariato le vorrei mettere al servizio della mia città», scrive in apertura. In una frase, tutti i motivi che dovrebbero sospingere il consenso verso il candidato sostenuto dalla Svp. Nessuna parola è fuori posto, nessuna è di troppo, nessuna manca. Sono tasselli di un mosaico narrativo perfetto. Poi, il pragmatismo e il decisionismo: «Come amministratore di un’azienda altoatesina internazionale ho imparato ad ascoltare le persone, a integrare interessi diversi, a valutare i pro e i contro, a prendere decisioni e a metterle in atto». E, ancora: «Sono fautore di una politica fattiva e oggettiva».
Primo fra i temi, la sicurezza. Stampfl riduce la definizione di sicurezza alle parole “criminalità”, “problema della droga”, “violenza sulle strade”. L’operazione linguistica cara al centrodestra ha attecchito anche nella squadra del marketing elettorale di Stampfl. Accanto, «l’immagine pulita e ordinata della città e la nostra fama di città di cura». Più avanti si passa alla questione del sociale, l’invecchiamento della popolazione e la necessità di strutture sociali impeccabili, gli alloggi a prezzi sostenibili: «Bisognerà mettere in atto tutte le misure possibili per ridurre i costi delle case». Niente più alloggi sfitti, Airbnb, speculazioni? Chissà. Il candidato passa quindi alle associazioni, considerate «promotrici di coesione sociale». D’altra parte è stato presidente del Maia Alta calcio.
Sotto il titolo di “Un occhio di riguardo alla sostenibilità” la brochure sfila all’assessora Rohrer il miglioramento del trasporto pubblico, la creazione di parcheggi di attestamento in periferia e l’ampliamento della rete ciclabile senza risparmiarle la stoccata decisionista: «Anziché limitarsi a discutere e ridiscutere le singole iniziative bisogna decidere di passare ai fatti». Restano i giovani: «Le parole chiave sono “nuove tecnologie” e “digitalizzazione”. Perché i posti di lavoro moderni e “puliti” (un riferimento alla Solland?, ndr) sono mobili e si stabiliscono preferibilmente in aree che godono di un’alta qualità della vita come Merano». In chiusura, un bel paesaggio ridente, Stampfl con la tazzina di caffè e tutte le date del tour di marzo.
Richard Stampfl chiede agli indecisi, agli elettori smarriti nel 2015 – pure italiani, la brochure è bilingue – di lavorare insieme a lui, cioè di mettere una croce sul suo nome. D’altronde è un imprenditore di successo. Infatti ha già pronto tutto un programma assai rasserenante per chiunque in questi giorni abbia sfogliato quel cartoncino patinato dalla grafica tanto semplice da comunicare una pacifica seriosità, appena vivacizzata dall’immagine di uno Stampfl che ci invita a bere il caffè insieme a lui.
Se lo sfidante Paul Rösch, uscito vittorioso dal ballottaggio con Gerhard Gruber nel 2015, è una persona del mondo della cultura e dell’ambientalismo, Stampfl si qualifica piuttosto come l’uomo delle associazioni e dell’imprenditoria: «Le molteplici esperienze che ho raccolto nel corso della mia vita professionale e nelle diverse attività di volontariato le vorrei mettere al servizio della mia città», scrive in apertura. In una frase, tutti i motivi che dovrebbero sospingere il consenso verso il candidato sostenuto dalla Svp. Nessuna parola è fuori posto, nessuna è di troppo, nessuna manca. Sono tasselli di un mosaico narrativo perfetto. Poi, il pragmatismo e il decisionismo: «Come amministratore di un’azienda altoatesina internazionale ho imparato ad ascoltare le persone, a integrare interessi diversi, a valutare i pro e i contro, a prendere decisioni e a metterle in atto». E, ancora: «Sono fautore di una politica fattiva e oggettiva».
Primo fra i temi, la sicurezza. Stampfl riduce la definizione di sicurezza alle parole “criminalità”, “problema della droga”, “violenza sulle strade”. L’operazione linguistica cara al centrodestra ha attecchito anche nella squadra del marketing elettorale di Stampfl. Accanto, «l’immagine pulita e ordinata della città e la nostra fama di città di cura». Più avanti si passa alla questione del sociale, l’invecchiamento della popolazione e la necessità di strutture sociali impeccabili, gli alloggi a prezzi sostenibili: «Bisognerà mettere in atto tutte le misure possibili per ridurre i costi delle case». Niente più alloggi sfitti, Airbnb, speculazioni? Chissà. Il candidato passa quindi alle associazioni, considerate «promotrici di coesione sociale». D’altra parte è stato presidente del Maia Alta calcio.
Sotto il titolo di “Un occhio di riguardo alla sostenibilità” la brochure sfila all’assessora Rohrer il miglioramento del trasporto pubblico, la creazione di parcheggi di attestamento in periferia e l’ampliamento della rete ciclabile senza risparmiarle la stoccata decisionista: «Anziché limitarsi a discutere e ridiscutere le singole iniziative bisogna decidere di passare ai fatti». Restano i giovani: «Le parole chiave sono “nuove tecnologie” e “digitalizzazione”. Perché i posti di lavoro moderni e “puliti” (un riferimento alla Solland?, ndr) sono mobili e si stabiliscono preferibilmente in aree che godono di un’alta qualità della vita come Merano». In chiusura, un bel paesaggio ridente, Stampfl con la tazzina di caffè e tutte le date del tour di marzo.


