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MERANO. Altro che vaccini antinfluenzali: i prodotti che più stanno andando a ruba nelle farmacie sono quelli contro i pidocchi, almeno per quanto riguarda il centro cittadino. Una situazione che puntualmente si ripete con l’inizio dell’anno scolastico e che colpisce in maggior misura i bambini più piccoli, quelli che frequentano le scuole materne.
Così, allarmati dal prurito del cuoio capelluto dei propri figli, i genitori si riversano nelle farmacie per acquistare shampoo, trattamenti e pettini ad hoc, cercando consiglio presso i farmacisti meranesi. Si lavano cuscini e lenzuola, ci si confida nelle chat Whatsapp di classe. E intanto gli animaletti e le lendini, cioè le uova di pidocchio, proliferano sulle teste dei bambini.
«Il contagio avviene tramite scambio diretto – fa sapere il farmacista meranese Luca Collareta –. E nei bambini prevalentemente attraverso le mani. Il consiglio, quindi, è di lavarsele spesso, e chiaramente di lavarle frequentemente anche ai propri figli, prestando particolare attenzione alle unghie. È anche sotto queste ultime che possono annidarsi le lendini. Per evitare allarmismi, poi, è doveroso ricordare che i pidocchi non volano, non saltano da una testa all’altra: il contagio avviene solo se le teste sono molto vicine». Per evitare che il contagio sia esteso a intere classi o scuole, intanto, l’Ufficio igiene conduce regolarmente i controlli del caso.
In famiglia si possono osservare alcune precauzioni, diffuse dall’assessorato alla sanità della Provincia in una brochure consultabile anche online. Innanzitutto, evitare di scambiarsi pettini e spazzole, e mantenere un’accurata e regolare cura dei capelli, controllando periodicamente la capigliatura, soprattutto le zone prossime alla nuca, alle tempie e alle orecchie. Inoltre è bene lavare frequentemente fascette, berretti, sciarpe e federe dei cuscini, e controllare le giacche, le testiere dei letti e i divani. Per ridurre il contatto tra teste, poi, è buona norma intrecciare o legare i capelli lunghi. In caso di contagio, si dovranno avvisare la direzione della scuola e un medico, che prescriverà il prodotto specifico per il trattamento antiparassitario e consiglierà l’adeguato trattamento che la famiglia dovrà seguire. (s.m.)
Così, allarmati dal prurito del cuoio capelluto dei propri figli, i genitori si riversano nelle farmacie per acquistare shampoo, trattamenti e pettini ad hoc, cercando consiglio presso i farmacisti meranesi. Si lavano cuscini e lenzuola, ci si confida nelle chat Whatsapp di classe. E intanto gli animaletti e le lendini, cioè le uova di pidocchio, proliferano sulle teste dei bambini.
«Il contagio avviene tramite scambio diretto – fa sapere il farmacista meranese Luca Collareta –. E nei bambini prevalentemente attraverso le mani. Il consiglio, quindi, è di lavarsele spesso, e chiaramente di lavarle frequentemente anche ai propri figli, prestando particolare attenzione alle unghie. È anche sotto queste ultime che possono annidarsi le lendini. Per evitare allarmismi, poi, è doveroso ricordare che i pidocchi non volano, non saltano da una testa all’altra: il contagio avviene solo se le teste sono molto vicine». Per evitare che il contagio sia esteso a intere classi o scuole, intanto, l’Ufficio igiene conduce regolarmente i controlli del caso.
In famiglia si possono osservare alcune precauzioni, diffuse dall’assessorato alla sanità della Provincia in una brochure consultabile anche online. Innanzitutto, evitare di scambiarsi pettini e spazzole, e mantenere un’accurata e regolare cura dei capelli, controllando periodicamente la capigliatura, soprattutto le zone prossime alla nuca, alle tempie e alle orecchie. Inoltre è bene lavare frequentemente fascette, berretti, sciarpe e federe dei cuscini, e controllare le giacche, le testiere dei letti e i divani. Per ridurre il contatto tra teste, poi, è buona norma intrecciare o legare i capelli lunghi. In caso di contagio, si dovranno avvisare la direzione della scuola e un medico, che prescriverà il prodotto specifico per il trattamento antiparassitario e consiglierà l’adeguato trattamento che la famiglia dovrà seguire. (s.m.)


