Merano. Messa agli atti la prima tornata di incontri, questa settimana le trattative per la formazione della maggioranza entrano nel vivo. Fra giovedì e venerdì il sindaco Paul Rösch e la sua squadra hanno completato i faccia a faccia con le delegazioni delle liste che siederanno in consiglio comunale. Non solo visite di cortesia: è stato delineato il perimetro entro il quale procederanno le discussioni. E si profilano quattro possibili scenari: la grande coalizione con Verdi (e partner?), Civiche e Svp; una maggioranza composta da Verdi e partner con Svp e Pd; una maggioranza fatta da Verdi & co. assieme a Civiche e Pd; il ritorno al voto.

Tutto questo secondo le logiche emerse nella prima fase, in cui il dato certo è la scrematura – ampiamente preannunciata – dalle ipotesi delle forze politiche di destra: Lega e Fratelli d’Italia, Freiheitlichen e Süd-Tiroler Freiheit.

“Große Koalition”

La grande coalizione è la strada battuta dalla Stella alpina e dalle Civiche. La Volkspartei oltre al fronte esterno è presa con la ristrutturazione di casa, mentre Alleanza e Civica per Merano hanno rivendicato di essere accolte in municipio congiuntamente per cementare il percorso intrapreso con la candidatura di Dal Medico. Tutt’e due le delegazioni hanno in sostanza detto a Rösch che con questa formula si darebbe rappresentanza ai tre blocchi principali espressi dalle urne. Dal Medico – che non siede al tavolo delle trattative – ha incontrato il sindaco che lo ha sconfitto per 37 voti ricordandogli quel 49,9% di meranesi che al ballottaggio non hanno scelto il sindaco uscente. Ciascuno dei tre gruppi porta in aula otto consiglieri: ne salterebbe fuori una solida (dal punto di vista numerico) maggioranza a 24 su 36, pur con anime interne ben diverse. Se in questa ipotesi la messa alla porta del Pd appare scontata, lo è tutt’altro per Team K e Sinistra ecosociale, i partner che hanno sostenuto Rösch sin dall’inizio e che il sindaco non ha intenzione di scaricare. È il groppo - non l’unico - da sciogliere per proseguire lungo questa via.

Le alternative.

Nel secondo e terzo scenario, il Pd rientrerebbe in gioco. La Svp di primo acchito si è aperta all’ingresso nel governo pur memore degli affanni patiti nella scorsa legislatura in sala giunta. Ma se non si trovasse la quadra? Tutti per ora fanno melina su posti nell’esecutivo e deleghe, ma bisognerà fare i conti con una composizione che obbliga a quattro consiglieri italiani e tre tedeschi. Dei secondi, oltre al sindaco è impensabile o giù di lì la rinuncia da parte dei Verdi all’assessora uscente Madeleine Rohrer, campionessa di preferenze. Accetterà la Stella alpina un unico assessore? O ci sono altri sentieri da percorrere? Senza Svp, è aritmeticamente possibile una giunta sostenuta da Verdi più partner (10 voti), Civiche (8) e Pd (2). Civiche che dovrebbero mandare giù la scelta del Pd di appoggiare Rösch al secondo turno, e la presenza in maggioranza di Team K e Sinistra ecosociale.

Senza Civiche ma con la Svp dentro, con Rösch che si accollerebbe la responsabilità di escludere quel suddetto 49,9% che ha votato Dal Medico al ballottaggio, i conti sarebbero sostanzialmente gli stessi, sostituendo gli 8 consiglieri di Alleanza più Civica con gli 8 della Volkspartei, e con il Pd (2) in grado di garantire il raggiungimento dei 20 voti.

E poi c’è lo scenario di rottura: né le Civiche né la Svp trovano un patto con il sindaco e i Verdi. Non ci sono i numeri per una maggioranza. Arriva il commissario e si torna a votare.

Nuovi colloqui.

Ieri, all’alba di un weekend che servirà a far sedimentare i confronti, Paul Rösch si è limitato a dire che «nel corso dei colloqui abbiamo discusso delle modalità di lavoro in aula e verificato con quali liste si possa ipotizzare di costituire una coalizione di governo» e che «la nostra priorità è tracciare una rotta condivisa per vincere insieme le grandi sfide che Merano dovrà affrontare».

Nei prossimi giorni la seconda tornata prevede dunque colloqui solo con i potenziali membri del nuovo esecutivo. A Rösch e ai Verdi (finora presenti Cristina Kury, Madeleine Rohrer, Andrea Rossi e Toni Ladurner) si affiancheranno i partner di Team K e Sinistra ecosociale, i consiglieri Francesca Schir e David Augscheller. E i nodi verranno al pettine. Sul lato opposto del tavolo prenderanno posto, di volta in volta, Volkspartei, Alleanza e Civica per Merano, Pd.

Si parlerà anche di temi: primaria in agenda la strategia per affrontare la crisi Covid, ma tante scintille sono previste sulla gestione della mobilità.