MERANO. Tre furti nel giro di una manciata di giorni nel rione dei musicisti, con i residenti che iniziano ad avere paura. L’ultimo colpo è stato messo a segno in una palazzina di via Mozart, poco distante dall’ospedale e dalla caserma della Finanza, dove la banda – probabilmente di professionisti – è riuscita a sottrarre alcuni preziosi ma anche dei profumi. La casa di un parrucchiere curdo è stata messa letteralmente a soqquadro, ma non sono stati toccati i dispositivi elettronici.

Samy Kocher, il meranese derubato, ci tiene – con il suo racconto – a mettere sul chi va là gli abitanti del quartiere. «I ladri hanno inserito il fermaporte per riuscire a scappare in caso di bisogno», racconta il parrucchiere.

«Sono saliti sulla terrazza, hanno alzato la serranda e si sono introdotti senza particolari difficoltà».

La banda si è totalmente disinteressata di televisori, tablet e smartphone che si trovavano in casa. «Probabilmente avevano paura di essere rintracciati, cosa ormai frequente con i dispositivi elettronici». Anche per questo il bottino è modesto e non supera il migliaio di euro. «Volevano solamente i soldi - prosegue Kocher - hanno scovato anche la cassaforte ma nel poco tempo che hanno avuto per agire indisturbati non sono riusciti ad aprirla». Quello del parrucchiere non è l’unico appartamento preso di mira dai ladri. Sarebbero state colpite, infatti, con le stesse modalità anche altre case nelle vicinanze. «Subito dopo l’accaduto ho postato su Facebook le foto della casa a soqquadro dopo il passaggio dei delinquenti. Nei giorni successivi sono stato contattato da altre persone della zona vittime probabilmente degli stessi malviventi».

I colpi, in totale, sarebbero almeno tre.

Il vero problema, secondo Kocher, è la carenza di illuminazione nelle vie a ridosso dell’ospedale Tappeiner. «Soprattutto la sera - continua il parrucchiere - qui servirebbero anche più pattuglie».

Alcuni vicini sostengono di aver notato, nelle giornate in cui si sono verificati i furti, un furgone sospetto e avrebbero segnalato il fatto anche alle forze dell’ordine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA