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MERANO. I confinanti della zona residenziale Tschomper non si accontentano della sentenza del Tar della primavera scorsa, che di fatto aveva annullato piano di attuazione e concessione edilizia per la costruzione di trenta appartamenti per il ceto medio voluti dalla giunta Januth e confermati da quella attuale. Ieri la giunta del sindaco Paul Rösch, suo malgrado, ha dovuto costituirsi nel ricorso che i confinanti hanno presentato al Consiglio di Stato. Obiettivo del ricorso presentato dall'avvocato Federico Mazzei per conto dei confinanti è quello di riportare l'ultimo fazzoletto di terreno verde di via Virgilio alla sua destinazione originaria, ovvero quella di verde agricolo, annullando così tre anni di atti amministrativi e l'intenzione da parte dei soci delle tre cooperative Ambra, Tschomper e Rosskopf di costruire in quella zona la loro casa.
La disputa per la destinazione d'uso dei prati Tschomper si protrae dalla fine del 2014, quando la giunta Januth avviò l'iter per trasformare l'area in zona residenziale per il ceto medio. Gli abitanti di Maia Alta erano insorti al punto da bocciare il candidato sindaco Svp per le elezioni comunali del 2015, portando la Stella alpina a un soffio dal perdere il titolo di partito più votato. La nuova giunta Rösch aveva dato seguito alla modifica del Puc, approvando un piano di attuazione e rilasciando la concessione edilizia. Di contro i confinanti avevano impugnato davanti al Tar tutti gli atti compiuti per trasformare i prati in zona residenziale. La scorsa primavera il Tar aveva dato in parte ragione ai ricorrenti patrocinati dall'avvocato Mazzei, annullando il piano di attuazione, la concessione edilizia e la variazione al piano di zonizzazione. I giudici di Bolzano non erano però entrati nel merito di tutte le eccezioni presentate dai ricorrenti, lasciando i prati Tschomper come zona residenziale. Il Comune in teoria ancora oggi potrebbe far ripartire l'iter per riapprovare il piano di attuazione e rilasciare la concessione edilizia. E per scongiurare questo i confinanti hanno scelto di ricorrere al Consiglio di Stato per ottenere anche l'annullamento della variazione del piano urbanistico e quindi riportare il grande rettangolo compreso tra via Virgilio e vicolo Lazago alla sua destinazione originaria, ovvero quella di verde agricolo. Con questa mossa ora il Comune rischia di rifare un percorso che il Consiglio di Stato potrebbe nuovamente e definitivamente demolire. Ma per arrivare alla sentenza, se tutto andrà bene, ci vorrà almeno un anno se non di più. A maggio 2020 la giunta Rösch cesserà il proprio mandato e non è da escludere che la nuova maggioranza che si formerà dopo le elezioni comunali dovrà ritornare a occuparsi dei prati Tschomper.
La disputa per la destinazione d'uso dei prati Tschomper si protrae dalla fine del 2014, quando la giunta Januth avviò l'iter per trasformare l'area in zona residenziale per il ceto medio. Gli abitanti di Maia Alta erano insorti al punto da bocciare il candidato sindaco Svp per le elezioni comunali del 2015, portando la Stella alpina a un soffio dal perdere il titolo di partito più votato. La nuova giunta Rösch aveva dato seguito alla modifica del Puc, approvando un piano di attuazione e rilasciando la concessione edilizia. Di contro i confinanti avevano impugnato davanti al Tar tutti gli atti compiuti per trasformare i prati in zona residenziale. La scorsa primavera il Tar aveva dato in parte ragione ai ricorrenti patrocinati dall'avvocato Mazzei, annullando il piano di attuazione, la concessione edilizia e la variazione al piano di zonizzazione. I giudici di Bolzano non erano però entrati nel merito di tutte le eccezioni presentate dai ricorrenti, lasciando i prati Tschomper come zona residenziale. Il Comune in teoria ancora oggi potrebbe far ripartire l'iter per riapprovare il piano di attuazione e rilasciare la concessione edilizia. E per scongiurare questo i confinanti hanno scelto di ricorrere al Consiglio di Stato per ottenere anche l'annullamento della variazione del piano urbanistico e quindi riportare il grande rettangolo compreso tra via Virgilio e vicolo Lazago alla sua destinazione originaria, ovvero quella di verde agricolo. Con questa mossa ora il Comune rischia di rifare un percorso che il Consiglio di Stato potrebbe nuovamente e definitivamente demolire. Ma per arrivare alla sentenza, se tutto andrà bene, ci vorrà almeno un anno se non di più. A maggio 2020 la giunta Rösch cesserà il proprio mandato e non è da escludere che la nuova maggioranza che si formerà dopo le elezioni comunali dovrà ritornare a occuparsi dei prati Tschomper.


