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Merano. «A chi dovesse ancora mettere in dubbio la necessità, al giorno d’oggi, di approvare un Piano per l’uguaglianza fra donne e uomini vogliamo ricordare che la recentissima direttiva n.2/2019 del Ministero della pubblica amministrazione può essere considerata come la somma di tutte le previsioni normative nazionali dai primi anni Settanta in poi in materia di pari opportunità. In questa direttiva si ribadisce come l’uguaglianza di genere sia un valore fondamentale dell’Unione Europea e come rappresenti un elemento strategico imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi generali dell’UE».
Se discriminazioni, gap salariale, stereotipi e violenza non esistessero più le parole dell’assessora alle politiche di genere Gabriela Strohmer potrebbero sembrare uno strale bizzarro. Invece, purtroppo, sono quantomai necessarie ancora oggi. Strohmer difende il lavoro portato avanti negli ultimi anni insieme alla direttrice della ripartizione cultura Barbara Nesticò, alle funzionarie Claudia Tomio e Sarah Freimuth e alla sociologa Heidi Flarer, coi contributi di decine di donne meranesi. Un Piano per l’uguaglianza nato in seno all’amministrazione e sviluppatosi orizzontalmente, nel segno di una comunicazione che ha abbandonato le sponde del linguaggio maschile per approdare a una condivisione di vedute e di intenti.
In cento pagine, il documento addensa tutte le misure elaborate per abbattere il muro della violenza di genere, in ogni sua forma. «È il secondo documento di questo genere che il Comune ha elaborato dopo quello riferito al quinquennio 2013-2017 – prosegue Strohmer – e il primo Piano di interventi mirati a promuovere la cultura delle pari opportunità redatto in Italia da una pubblica amministrazione». Approvato dal consiglio comunale in febbraio, il Piano doveva essere presentato alla popolazione lo scorso marzo ma l’evento è stato rimandato a ottobre, fra un paio di mesi.
L’assessora getta uno sguardo agli anni passati: «La maggior parte delle azioni previste dal Piano 2013-2017 è stata di fatto realizzata. Ad esempio sono stati istituiti due tavoli permanenti che si riuniscono regolarmente: la Rete antiviolenza della città di Merano e la Rete prima infanzia. Dal 2013 il Comune redige anche il gender budgeting, vale a dire il bilancio di genere, che consente di leggere le politiche comunali e il documento contabile dell’ente secondo le differenti ricadute prodotte sulle donne e sugli uomini e che permette di decidere in modo più equo le priorità di intervento». I diversi riflessi di uno stesso provvedimento si notano anche nell’ambito della mobilità: come già evidenziato nel dibattito amministrativo cittadino dall’assessora verde Madeleine Rohrer, godendo di stipendi più bassi le donne tendono a vivere più lontano dal centro e a muoversi a piedi o coi mezzi pubblici. Nel 2017 è stato inoltre attivato l’osservatorio che censisce gli episodi di violenza di genere rilevati dai vari servizi. Sono state poi promosse diverse iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza sul tema della violenza e degli stereotipi di genere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Se discriminazioni, gap salariale, stereotipi e violenza non esistessero più le parole dell’assessora alle politiche di genere Gabriela Strohmer potrebbero sembrare uno strale bizzarro. Invece, purtroppo, sono quantomai necessarie ancora oggi. Strohmer difende il lavoro portato avanti negli ultimi anni insieme alla direttrice della ripartizione cultura Barbara Nesticò, alle funzionarie Claudia Tomio e Sarah Freimuth e alla sociologa Heidi Flarer, coi contributi di decine di donne meranesi. Un Piano per l’uguaglianza nato in seno all’amministrazione e sviluppatosi orizzontalmente, nel segno di una comunicazione che ha abbandonato le sponde del linguaggio maschile per approdare a una condivisione di vedute e di intenti.
In cento pagine, il documento addensa tutte le misure elaborate per abbattere il muro della violenza di genere, in ogni sua forma. «È il secondo documento di questo genere che il Comune ha elaborato dopo quello riferito al quinquennio 2013-2017 – prosegue Strohmer – e il primo Piano di interventi mirati a promuovere la cultura delle pari opportunità redatto in Italia da una pubblica amministrazione». Approvato dal consiglio comunale in febbraio, il Piano doveva essere presentato alla popolazione lo scorso marzo ma l’evento è stato rimandato a ottobre, fra un paio di mesi.
L’assessora getta uno sguardo agli anni passati: «La maggior parte delle azioni previste dal Piano 2013-2017 è stata di fatto realizzata. Ad esempio sono stati istituiti due tavoli permanenti che si riuniscono regolarmente: la Rete antiviolenza della città di Merano e la Rete prima infanzia. Dal 2013 il Comune redige anche il gender budgeting, vale a dire il bilancio di genere, che consente di leggere le politiche comunali e il documento contabile dell’ente secondo le differenti ricadute prodotte sulle donne e sugli uomini e che permette di decidere in modo più equo le priorità di intervento». I diversi riflessi di uno stesso provvedimento si notano anche nell’ambito della mobilità: come già evidenziato nel dibattito amministrativo cittadino dall’assessora verde Madeleine Rohrer, godendo di stipendi più bassi le donne tendono a vivere più lontano dal centro e a muoversi a piedi o coi mezzi pubblici. Nel 2017 è stato inoltre attivato l’osservatorio che censisce gli episodi di violenza di genere rilevati dai vari servizi. Sono state poi promosse diverse iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza sul tema della violenza e degli stereotipi di genere.
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