Merano. È iniziata a spron battuto la vaccinazione anti-Covid nelle case di riposo di Merano e del circondario. Ieri mattina, dopo aver esaurito la vaccinazione di buona parte dei pazienti ospiti della struttura e di parte del personale sanitario, è toccato ai primi medici del Martinsbrunn, la clinica Fonti di San Martino a Quarazze. È stato il direttore sanitario il dottor Davdar Reza a fare l'iniezione ai primi due medici che si sono sottoposti alla classica puntura.

La lotta al virus.

La prima a sottoporsi all'iniezione è stata la dottoressa Karin Steckholzer che non ha nascosto la propria emozione nel ricevere il primo vaccino. «È un momento importante nella lotta al virus che sta condizionando da quasi un anno la nostra vita. Mi auguro che in tanti accettino di farsi vaccinare. È questa la strada che potrà portarci a vincere questa malattia», ha detto la dottoressa Steckholzer. Poi è stata la volta della dottoressa Karmen Sanoll ad essere vaccinata: anche a lei il vaccino è stato somministrato dal dottor Reza che a sua volta ha ricevuto la prima dose dal dottor Christoph Mulser.

L’adesione.

L'operazione è stata svolta in uno spazio libero del bar del Martinsbrunn attualmente chiuso. Era stata preceduta nei giorni scorsi dalla vaccinazione di quasi tutti gli ospiti della casa di riposo. Intorno al 70 per cento l'adesione del personale medico, infermieristico e di assistenza. «Siamo contenti dell'adesione - ha dichiarato il direttore amministrativo del Martinsbrunn, Alexander D'Andrea - perchè gli ospiti ed il personale hanno capito l'importanza della vaccinazione aderendo in massa alla procedura. C'è bisogno di informazioni più dettagliate sugli effetti che il vaccino può avere. Resta una certa diffidenza in parecchie persone».

Reparto Covid.

Nella clinica gestita dalla fondazione St. Elisabeth è stato aperto un reparto Covid dove attualmente sono 35 i ricoverati.

Anche al Martinsbrunn viene utilizzato il primo vaccino arrivato sul mercato, quello sviluppato da Pfizer-BioNTech, che per impedire la replicazione del virus utilizza l'Rna messaggero. Per essere efficace va però somministrato in due dosi a distanza di 21 giorni l'una dall'altra. Sono possibili reazioni avverse: da quelle più comuni come febbre o stanchezza a rari casi di reazioni allergiche anche gravi. Per questo prima della vaccinazione chi si sottopone alla stessa deve leggere una nota informativa e firmare il consenso. Quando la campagna vaccinale verrà estesa al resto della popolazione occorrerà personale aggiuntivo.

Le strutture della Pitsch.

Iniziata l'operazione vaccino anche nelle due strutture gestite dalla fondazione Pitsch. «Già la scorsa settimana - dice la direttrice - abbiamo somministrato il vaccino a 108 anziani ospiti della casa di riposo di via Palade e 36 a quelli della clinica Sant'Antonio. Anche al personale che opera direttamente con gli anziani è stata fatta la iniezione. L'adesione, in entrambi i casi, è stata molto elevata. Hanno accettato di farsi vaccinare l'85 per cento degli ospiti e quasi il 75 per cento del personale. Siamo molto soddisfatti di questa partecipazione».

Domani, in tema di vaccini anti Covid 19, sarà la volta di ospiti e personale della casa di riposo Lorenzerhof di Lana, mentre fra le altre residenze per anziani l’operazione è già stata attuata a Parcines e a Tirolo.

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