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Lana. È stata riaperta qualche settimana fa la zona ricreativa sul greto del Valsura. Dopo il periodo di emergenza da coronavirus in zona è possibile trascorrere dei momenti all'aria aperta e fare anche dei pic nic. L’area sarà riservata però solo alle associazioni di Lana e ai residenti, escludendo così i tanti meranesi – e non solo – che amavano frequentarla. La decisione è stata confermata dalla giunta comunale, che per evitare gli eccessi di due anni fa ha deciso di assumere una persona che dovrà controllare gli ingressi e il comportamento dei fruitori della piccola oasi verde in riva al torrente. La misura è volta a evitare il ripetersi di situazioni di degrado che negli anni scorsi erano diventate insostenibili.
Eccessi.
La conferma viene dal sindaco Harald Stauder che a suo tempo aveva deciso di chiudere la zona ricreativa in quanto la situazione aveva raggiunto un livello tale da non essere più tollerata. Era oggetto di occupazione abusiva da parte di ignoti e nella stessa zona esistevano condizioni di totale abbandono, con cumuli di rifiuti di ogni genere. La zona ricreativa lungo il rio aveva una presenza, soprattutto nei fine settimana, di circa 200 persone. Arrivavano da tutto l’Alto Adige, ma il comportamento di alcuni frequentatori aveva suscitato problemi per la situazione igienico-sanitaria. Il sindaco aveva ricordato come il materiale fotografico in possesso della polizia locale in cui si evidenziava tale situazione “di grave degrado e di potenziale pericolo per l’igiene e la sanità pubblica” suggerisse urgentemente un intervento di bonifica dell’area. Stauder aveva anche sottolineato le lamentele da parte dei residenti in zona, decidendo di vietare qualsiasi ingresso non autorizzato all’interno dell’area.
Regole.
Poi la bonifica. Si era provveduto a sistemare i cartelli e gli sbarramenti. La zona era stata riaperta con regole precise ma la situazione non era tornata sotto controllo, anche a causa delle auto parcheggiate anche sulla pista ciclabile. La giunta comunale, preso atto di questa situazione, era corsa ai ripari istituendo un parcheggio in zona industriale che dista cinque minuti a piedi, aveva affisso una serie di ulteriori cartelli per disciplinare gli accessi e ricordare a tutti i frequentatori della zona una serie di norme per usare le strutture che nel tempo sono state installate nell’area. Erano stati effettuati una serie di controlli da parte delle forze dell’ordine. Eppure la situazione era ancora sfuggita di mano.
E quindi: per accedere alla zona al fine di grigliare o fare picnic, precedenza alle associazioni e ai residenti. E comunque, chiedere il permesso al Comune. E.D.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Eccessi.
La conferma viene dal sindaco Harald Stauder che a suo tempo aveva deciso di chiudere la zona ricreativa in quanto la situazione aveva raggiunto un livello tale da non essere più tollerata. Era oggetto di occupazione abusiva da parte di ignoti e nella stessa zona esistevano condizioni di totale abbandono, con cumuli di rifiuti di ogni genere. La zona ricreativa lungo il rio aveva una presenza, soprattutto nei fine settimana, di circa 200 persone. Arrivavano da tutto l’Alto Adige, ma il comportamento di alcuni frequentatori aveva suscitato problemi per la situazione igienico-sanitaria. Il sindaco aveva ricordato come il materiale fotografico in possesso della polizia locale in cui si evidenziava tale situazione “di grave degrado e di potenziale pericolo per l’igiene e la sanità pubblica” suggerisse urgentemente un intervento di bonifica dell’area. Stauder aveva anche sottolineato le lamentele da parte dei residenti in zona, decidendo di vietare qualsiasi ingresso non autorizzato all’interno dell’area.
Regole.
Poi la bonifica. Si era provveduto a sistemare i cartelli e gli sbarramenti. La zona era stata riaperta con regole precise ma la situazione non era tornata sotto controllo, anche a causa delle auto parcheggiate anche sulla pista ciclabile. La giunta comunale, preso atto di questa situazione, era corsa ai ripari istituendo un parcheggio in zona industriale che dista cinque minuti a piedi, aveva affisso una serie di ulteriori cartelli per disciplinare gli accessi e ricordare a tutti i frequentatori della zona una serie di norme per usare le strutture che nel tempo sono state installate nell’area. Erano stati effettuati una serie di controlli da parte delle forze dell’ordine. Eppure la situazione era ancora sfuggita di mano.
E quindi: per accedere alla zona al fine di grigliare o fare picnic, precedenza alle associazioni e ai residenti. E comunque, chiedere il permesso al Comune. E.D.
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