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ULTIMO. Quarantanove anni dopo, il nome di Walter Gamper torna a essere pronunciato nel luogo dove riposa. Questa mattina, nel cimitero di Santa Geltrude, frazione del Comune di Ultimo e paese d’origine del poliziotto, la Polizia di Stato ha ricordato la guardia di Pubblica Sicurezza morta durante un intervento di soccorso in montagna e riconosciuta, nel tempo, “Vittima del Dovere”.
Gamper aveva appena 27 anni quando, il 9 settembre 1977, perse la vita colpito da un fulmine. Era in servizio al Centro Addestramento Alpino di Moena e stava partecipando alle operazioni per raggiungere e soccorrere alcuni alpinisti bergamaschi rimasti bloccati dal maltempo nella zona del passo dello Stelvio.
Una missione di soccorso trasformata in tragedia, nella quale a perdere la vita fu proprio uno degli uomini chiamati a intervenire. Gamper era infatti un istruttore di sci e alpinismo, preparato ad affrontare l'ambiente montano e i suoi rischi, ma quel giorno non riuscì a sottrarsi alla violenza di un fenomeno atmosferico improvviso e fatale.
A deporre sulla sua tomba una corona di fiori, inviata dal Capo della Polizia e direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Vittorio Pisani, è stata la neo dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Merano, il commissario capo Vittoria Rosa Ventimiglia, accompagnata da alcuni agenti.
Alla cerimonia hanno partecipato anche il cappellano della Polizia di Stato, don Gianni Ciorra, che ha pronunciato una breve orazione, e i rappresentanti dell'Associazione nazionale della Polizia di Stato.
Il momento commemorativo ha riportato al centro una storia lontana nel tempo, ma ancora profondamente legata ai valori del servizio. Walter Gamper morì mentre cercava di aiutare altre persone, mettendo le proprie competenze e il proprio coraggio al servizio di un'operazione di soccorso.
Il ricordo nel suo paese d'origine assume così un significato che va oltre la semplice commemorazione. È il tributo a un giovane poliziotto che, quasi mezzo secolo fa, pagò con la vita la scelta di intervenire per gli altri, incarnando fino all'estremo il senso del dovere.


