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MILANO. Sono circa 1.000 i poliziotti aggregati per i servizi di alta montagna in vista delle Olimpiadi invernali che, secondo il sindacato, non dispongono di un equipaggiamento pienamente adeguato alle condizioni climatiche estreme. A sollevare la questione è il Coisp, che parla di criticità legate soprattutto alla protezione dal freddo per il personale impiegato nelle aree più esposte, dove le temperature possono scendere ben al di sotto dello zero.
A denunciarlo è il segretario generale del Coisp, Domenico Pianese, che riferisce di aver chiesto nei giorni scorsi al Dipartimento una valutazione urgente sulle condizioni di sicurezza degli agenti. In alcune zone della provincia di Sondrio, spiega Pianese, durante la notte il termometro può arrivare fino a –26 gradi, mentre il personale continua a garantire servizi di vigilanza prolungati all’aperto. Una situazione che, senza dotazioni adeguate, potrebbe comportare rischi concreti per la salute.
Il sindacato chiede quindi l’introduzione di veri kit da alta montagna, comprensivi di capi per la sottovestizione termica da indossare sotto l’uniforme, oltre a giubbotti e calzature progettati per affrontare temperature così rigide. «Serve un intervento immediato – sottolinea Pianese – per evitare che gli operatori siano esposti a condizioni climatiche incompatibili con un servizio svolto in sicurezza».
Nel corso dell’ultima riunione organizzativa del 20 gennaio, aggiunge il Coisp, è emerso che non tutti i capi annunciati in precedenza sarebbero effettivamente disponibili e che la fornitura riguarderebbe soltanto l’abbigliamento di sottovestizione. Un chiarimento arrivato tardivamente e che, secondo il sindacato, avrebbe potuto essere affrontato con maggiore anticipo anche dall’organizzazione di Milano Cortina 2026, chiamata in causa come possibile alleato nella tutela delle condizioni di lavoro del personale impegnato sul campo.


